Assange a Rousseff: Giusta la scelta di non andare in visita ufficiale negli Usa

Il fondatore di WikiLeaks, in videoconferenza a San Paolo, sostiene le scelte diplomatiche del governo Brasilia nei confronti degli Usa

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha affermato che i politici devono prendere anche decisioni “simboliche”, così come ha fatto il Presidente del Brasile, Dilma Rousseff, che ha stabilito di annullare la sua prossima visita ufficiale negli Stati Uniti.

Il giornalista e programmatore australiano è intervenuto, in videoconferenza, al seminario dal titolo “Libertà, privacy e futuro di internet”, che ha avuto luogo ieri a San Paolo. Qui ha sottolineato l’importanza della risposta del governo brasiliano alle mancate spiegazioni di Obama, valutandola non come un’operazione di propaganda, ma come una presa di posizione volta al cambiamento nelle relazioni tra stati.

La divulgazione dei documenti riservati della Nsa, da parte di Edward Snowden, ha permesso di rivelare una massiva attività di spionaggio nei confronti del Presidente, della società petrolifera brasiliana, Petrobas, e di privati cittadini. Ciò non poteva prescindere, per Assange, da una presa di posizione risoluta da parte di Rousseff: “Se non avesse preso questa decisione sarebbe apparsa come debole e poco credibile. Lei ha l’obbligo di proteggere il popolo brasiliano“.

Il fondatore di WikiLeaks, però, non ha rinunciato a muovere anche delle critiche al governo di Brasilia, che sta elaborando nuove norme di sicurezza informatica. Secondo Assange, infatti, la soluzione al problema della violazione della privacy non passa attraverso una legge che impone di non memorizzare i dati degli utenti all’estero. Le multinazionali, che offrono accesso e servizi ad internet, non dovrebbero essere abilitate ad archiviare informazioni sensibili nemmeno entro i confini nazionali, l’anonimato dovrebbe essere sempre garantito.

Durante la videoconferenza, durata circa un’ora e mezza, Assange ha anche chiesto al governo brasiliano di concedere asilo politico a Sarah Harrison, la consulente legale di Wikileaks. Questa ha aiutato Snowden a sfuggire alla giustizia statunitense, dopo che l’ex agente della Nsa aveva rivelato l’attività di spionaggio nordamaericano contro imprese e politici brasialiani.

Assange, inoltre, ha commentato che la sua permanenza coatta all’interno dell’ambasciata ecuadoriana in Gran Bretagna non è una situazione facile da vivere, ma allo stesso tempo può anche essere considerata un “lusso”, perché si sente al sicuro. “A differenza di voi non posso essere arrestato“, ha detto ironicamente ai circa seicento partecipanti al seminario.

Infine, per quanto concerne Snowden, Assange ha elogiato il suo lavoro e spera che molti altri seguano il suo esempio, divulgando informazioni importanti per la libertà dei cittadini e per la difesa della sovranità degli stati. “Snowden ha dimostrato che si può fare qualcosa e sopravvivere. Speriamo che la sua vicenda sia un incentivo per altre persone a venire da noi per fornirci nuove informazioni “.