Decadenza Berlusconi, l’udienza pubblica è il 4 ottobre

In accordo con il Presidente del Senato, Dario Stefàno ha comunicato la data in cui sarà ascoltato Silvio Berlusconi (o i suoi legali).

Dopo un incontro con il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Giunta delle elezioni del Senato, Dario Stefàno, ha comunicato che la data per l’udienza pubblica nella quale verrà ascoltato Silvio Berlusconi è stata fissata al 4 ottobre 2013.

Stefàno, che dopo la bocciatura di ieri delle pregiudiziali del pidiellino Augello è stato nominato come nuovo relatore, ha spiegato:

“Abbiamo individuato una data che non confliggesse con gli impegni d’aula e che ci consentisse di realizzare la seduta pubblica con la massima efficacia”

Entro il 4 ottobre, dunque, Berlusconi e i suoi legali (che potranno presentarsi all’udienza al suo posto) devono preparare la difesa da esporre, poi dopo il processo la Giunta voterà per la decadenza e solo dopo questo voto la decisione passerà in Senato per essere ratificata. Nel frattempo l’Italia continuerà con il dilemma sul governo Letta: cade o non cade?

Pietro Grasso su questo argomento è apparso piuttosto tranquillo:

“Il governo c’è e ci sarà anche domani. Sono sempre stato ottimista sotto questo profilo. Il governo sta lavorando e presto vedremo dei risultati, c’è bisogno di tempo perché i risultati siano visibili”

Poi sul videomessaggio di Silvio Berlusconi il presidente del Senato ha aggiunto:

“Io sono per le Istituzioni, nella mia vita ho sempre rispettato le Istituzioni, da magistrato ho sempre rispettato il primato della politica, la politica che si occupa dei problemi dei cittadini, non dei problemi personali”

E a proposito di magistrati, il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura ha diramato una nota a commento di quanto detto da Berlusconi nel videomessaggio diffuso ieri. In tale nota si legge che i magistrati provano

“amarezza e sconcerto per l’ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana. I magistrati che svolgono il proprio lavoro con impegno, professionalità e imparzialità non meritano l’addebito di intenti persecutori o di complotti”

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