Il Cdm approva il Piano Destinazione Italia: in programma 50 provvedimenti normativi

Invitalia avrà un ruolo di coordinamento mentre la Farnesina sfrutterà la sua rete diplomatica.

Il Consiglio dei Ministri di questa mattina ha approvato il Piano di Destinazione Italia, che ha l’obiettivo di attrarre investimenti dall’estero e di far tornare quelli degli italiani che hanno preferito spostarsi altrove. Nel piano rientrano una serie di privatizzazioni, ma su questo tema il Premier Enrico Letta è stato cauto, spiegando che

“saranno attuate solo quelle privatizzazioni che conviene effettivamente effettuare, perché non è detto che il privato sia sempre migliore del pubblico”

Il Presidente del Consigio ha anche chiarito che nel piano è prevista una sorta di crono-programma con l’indicazione dell’approvazione, nei prossimi mesi, di una serie di norme che consentiranno di attuare le iniziative volte al raggiungimento dell’obiettivo dell’attrazione degli investimenti esteri. Il Premier ha aggiunto:

“Il nostro Paese non ha paura della globalizzazione, ma vuole usarne la forza per attrarre investimenti secondo un modello che non è né quello dell’outlet, ma nemmeno Fort Apache. Non svendiamo, ma nemmeno difendiamo con i denti tutto ciò che è italiano. Cerchiamo di rendere più internazionale il nostro modo di rapportarci con l’estero. Vogliamo anche fare in modo che gli investimenti italiani all’estero ritornino”

Il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ha illustrato un po’ più in dettaglio il contenuto del Piano, spiegando che sono in programma 50 interventi normativi e ne ha citato alcuni che hanno lo scopo di:

– completare gli interventi di liberalizzazione per fare in modo che le imprese accedano a finanziamenti alternativi a quelli del credito bancario;

– facilitare l’accesso alla quotazione in borsa per chi aumenta il capitale;

– attuare la strategia energetica internazionale;

– favorire le ristrutturazioni aziendali attraverso un meccanismo di reazione rapida per chi ha squilibri economico-finanziari ossia per le imprese che sono in grado di produrre, ma hanno problemi finanziari;

– favorire lo sviluppo e la ricerca;

– semplificare la normativa del mercato del lavoro;

– velocizzare le procedure doganali e consentire con più rapidità i visti per entrare nel nostro Paese, sia per agevolare il turismo sia per rendere semplice l’accesso in Italia ai manager delle imprese che vengono dall’estero;

– favorire gli investimenti nel mercato immobiliare;

– rendere internazionale il sistema della ricerca e dell’università;

– ottenere risorse per costruire infrastrutture;

– attrarre talenti nel nostro Paese;

Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, avrà un ruolo di coordinamento delle diverse iniziative a sostegno degli imprenditori sia italiani sia stranieri. Questi ultimi saranno supportati nella comprensione delle norme italiane e anche per quanto riguarda l’aggressione della criminalità organizzata che nel nostro Paese attacca molti imprenditori.

Il Ministero degli Esteri sfrutterà la sua rete diplomatica per creare contatti con gli imprenditori esteri. La titolare della Farnesina, Emma Bonino, ci ha tenuto a sottolineare la differenza tra il settore dell’export, che è una forza dell’Italia, e l’attrazione di capitali esteri, ambito in cui invece il Paese arranca. Per questo il suo dicastero si avvarrà di personale qualificato e specializzato sull’attrazione degli investitori e svolgerà un ruolo determinante non solo dal punto di vista dello scouting, ma anche della fidelizzazione degli investimenti.
Ora si avvierà una fase di consultazione pubblica con i soggetti istituzionali e pubblici.

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