Ragazzo italo-etiope picchiato a Napoli da due skinhead tra l’indifferenza dei passanti

Una vicenda vergognosa. E forse può esserlo ancora di più. A Napoli due giorni fa uno studente italo-etiope di 22 anni è stato selvaggiamente picchiato da due teste rasate che lo hanno preso a cinghiate sul volto “Mi gridavano sporco negro, ma nessuno è intervenuto per aiutarmi” Il fatto è successo alle due di notte

Una vicenda vergognosa. E forse può esserlo ancora di più. A Napoli due giorni fa uno studente italo-etiope di 22 anni è stato selvaggiamente picchiato da due teste rasate che lo hanno preso a cinghiate sul volto

"Mi gridavano sporco negro, ma nessuno è intervenuto per aiutarmi"

Il fatto è successo alle due di notte nel centro di Napoli. Marco Beyene è uno studente al terzo anno di Scienze Politiche e forse non fa male l'aggressione quanto l'indifferenza dei passanti

"Sono stato aggredito brutalmente da due individui a colpi di cintura sul volto, senza un motivo apparente. Il mio amico ha cercato di aiutarmi ma si è buscato anche lui dei pugni. Mi urlavano, Negro, negro di merda, mentre la gente guardava e nessuno interveniva. Per sfuggire mi sono riparato in una rosticceria lì vicino"

Il ragazzo è figlio di Yakob Beyene, un professore in pensione di Filologia Etiopica presso l'università di Napoli e qualche tempo fa aveva anche partecipato alla trasmissione Annozero di Michele Santoro per esprimere le sue perplessità su alcune opere che venivano eseguite nell'area di Paestum, come ricorsa anche il presidente del circolo locale di Legambiente.

Qui il video della sua partecipazione

"Quando gli ho raccontato quello che mi era successo mio padre è rimasto scioccato. Non era mai successo a Napoli una cosa del genere, ma questo non cambierà la mia vita. Sarò più diffidente, ma continuerò a fare la solita vita. Non cambierò per colpa di due stupidi"

In un'intervista a Repubblica Marco ci tiene a sottolineare un punto fondamentale

"Io sono italiano. Mio padre è etiope, mia madre italiana. Io sono nato in Italia e sono cittadino italiano"

Sotto accusa ovviemente la "pericolosa deriva razzista e la logica della ronda".

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