Ddl omofobia: la Camera ha detto sì, ora tocca al Senato. I deputati M5S si baciano in aula

Approvato anche l’emendamento Verini che introduce l’aggravante per il reato di omofobia.

di andreas

La Camera dei Deputati ha approvato con 228 sì il Ddl sull’omofobia e la transfobia. Il voti favorevoli sono quelli i Pd e Scelta Civica, mentree il Pdl ha votato contro eccetto qualche sì a titolo personale come quello di Giancarlo Galan. Il MoVimento 5 Stelle e Sel si sono astenuti (in 108).

Il discusso emendamento Verini, che inserisce l’aggravante per il reato di omofobia e ha diviso il Pd e il Pdl, è passato con 354 voti favorevoli (di Pd, Sc, M5S e Sel) e 79 contrari. Il Pdl ha detto che così com’è la legge sull’omofobia non può passare in Senato. Si prevede dunque una battaglia anche a Palazzo Madama.

Durante la dichiarazione di voto i deputati del M5S, dopo l’annuncio della loro astensione con il discorso di Silvia Giordano, si sono baciati in aula tra loro e hanno esposto dei cartelli mettendo in difficoltà il presidente della Camera di turno, Roberto Giachetti. Giordano ha concluso il suo intervento dicendo che un bacio e un abbraccio non devono fare paura e loro non hanno paura, slogan poi ribadito su Facebook anche da Riccardo Nuti, presidente del gruppo M5S alla Camera

Ecco una foto della protesta pubblicata su Twitter

Ddl omofobia: il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni di Laura Boldrini

Mercoledì 18 settembre 2013

Il ddl omofobia riesce a trasformarsi in un tutti contro tutti: Pd contro Pdl, Lega Nord contro gli altri partiti e Movimento 5 Stelle contro Laura Boldrini. Come mai? Il fatto è che la maggioranza non riesce a trovare un accordo sulle nuove norme presenti nel disegno di legge, soprattutto dopo le dimissioni di Antonio Leone del Pdl, uno dei relatori.

Ragion per cui la Lega Nord ha chiesto un rinvio del testo in Commissione, ipotesi che ovviamente – ed è nell’interesse del Carroccio, che a questa legge è contrario – comporterebbe tempi biblici, una ripartenza da zero. La proposta della Lega è stata comunque bocciata, dopodichè la discussione non è ricominciata, visto che si è votato per bloccare i lavori fino alle 16.

Una decisione che ha scatenato le ire del Movimento 5 Stelle. Il deputato pentastellato Iannuzzi si è scagliato contro il presidente della Camera Laura Boldrini: “Il presidente dev’essere imparziale, se non riesce a esserlo si dimetta”. Sulla stessa linea d’onda Riccardo Nuti: “Questa richiesta dovrebbe essere inaccettabile. Se non ci sono accordi tra i partiti si discute in Aula, alla luce del sole, e non in stanze segrete, questa è la casa della buona politica”.

Al che Boldrini ha risposto che “nella casa della buona politica è l’aula a decidere, con un voto”. Voto che ha deciso per lo stop ai lavori, facendo però arrabbiare uno dei principali firmatari di questo disegno di legge, Ivan Scalfarotto del Pd:”Stiamo parlando di una norma molto attesa, molto urgente e molto delicata. E’ una norma penale che ha ripercussioni anche culturali sulla crescita del nostro Paese. Io credo se servono vanno bene che alcune ora di pausa ma no un rinvio in commissione, no alle calende greche”.