Trasparenza politica, Parigi approva con riserve e 10 anni d’ineliggibilità per i condannati

Francia: continua l’operazione trasparenza lanciata in primavera dal Governo Hollande.

di sara

I patrimoni dei ministri d’oltralpe erano già andati online sul sito del governo, ma la trasparenza richiede approfondimenti ben più concreti per esser perseguita davvero. Ed ecco che il testo che ha spaccato il Parlamento d’oltralpe, sollevando l’opinione pubblica d’oltralpe, disgustata da vari affaire, lo scandalo Jérôme Cahuzac docet, che anche se non hanno avuto l’eco mediatica estera dei nostri “panni sporchi”, e sono stati ad un certo punto soffocati da misure d’urgenza volte a preservare la serietà delle istituzioni (e il mito della Grandeur, ci verrebbe da aggiungere), è stato infine approvato ieri dalla medesima assemblea con 324 voti a favore (provenienti da PS, PCF, Verdi) e 205 contrari (principalmente dall’UMP) cioé 35 più della maggioranza assoluta necessaria (fissata a 289 preferenze).
Una vittoria dimezzata insomma, decurtata da molte concessioni, ottenute anche grazie alla strenua opposizione del presidente dell’Assemblée nationale, Claude Bartolone, che si è battuto ferocemente contro quella che definisce una “démocrazia paparazzi”.
E se le principali novità introdotte riguardano le dichiarazioni patrimoniali dei politici eletti, che saranno consultabili presso le prefetture e pubblicabili, ci saranno anche altri cambiamenti in materia.

I punti chiave del progetto di legge

Sono molte infatti le novità introdotte dalla legge che dispone:

  • la creazione di un Alta Autorità per la trasparenza della vita pubblica, che sarà composta da sei membri eletti dalla Corte di Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti e presieduta da una guida nominata in Consiglio dei Ministri su consiglio del Parlamento; incaricata di assicurare la verifica delle dichiarazioni che avrà diritto all’ingiunzione e potrà rendere pubblici i rapporti in caso d’anomalie.
  • Le dichiarazioni patrimoniali dei parlamentari e dei presidenti dell’esecutivo locali, potranno essere consultate in prefettura, ma non divulgate, da qualsiasi cittadino iscritto sulle liste elettorali, che dovrà far attenzione a non renderle pubbliche, perché l’illecito potrebbe costargli una multa di ben 45.000 euro.
  • Le dichiarazioni degli interessi e delle attività professionali remunerate, concernenti secondo la legge gli ultimi 5 anni, e che comprendono ad esempio i servizi di consulenza resi e le partecipazioni finanziarie dirette nei capitali di una società, devono essere trasmesse all’Alta Autorità sopracitata.
  • Si invitano tutti coloro che sono sono a conoscenza di “fatti relativi ad una situazione di conflitto d’interessi” a segnalarla in buona fede trasformandosi in “Lanceur d’alerte”. Arma a doppio taglio denunciata dall’opposizione.
  • In materia di “incompatibilità professionale”, i parlamentari hanno il divieto di intraprendere l’esercizio di una nuova professione nel corso del loro mandato, ma potranno proseguire con quella che esercitavano anteriormente, con un occhio particolare alle consulenze da regolamentare che renderebbero incompatibile l’esercizio delle funzioni di membro del Consiglio Costituzionale con quelle di avvocato, una misura diretta a colpire l’ex-presidente Sarkozy secondo Le Figaro.
  • E per finire uno dei concetti al centro della polemica, l’ineleggibilità di dieci anni per i ministri e gli eletti condannati, addolcita rispetto al prolungamento a vita inizialmente proposto.

Foto by JACQUES DEMARTHON/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lefigaro.fr/politique