Lodo Mondadori, Marina Berlusconi attacca su Il Giornale: “Uno schiaffo alla democrazia”

La figlia prediletta del Cavaliere si scaglia contro il risarcimento di 500 milioni alla Cir.

di andreas

Marina Berlusconi non ha mai lesinato lettere ai quotidiani, soprattutto quando di mezzo c’era la Mondadori – ma spesso anche per difendere il padre dagli “assalti giudiziari”. E dopo la condanna per il Lodo Mondadori, per cui l’azienda di cui Marina è presidente dovrà risarcire qualcosa come 500 milioni di euro al gruppo Cir dell’arcinemico De Benedetti (il proprietario di Repubblica, per capirci), la figlia prediletta del Cavaliere non poteva far mancare il suo commento. Questa volta su Il Giornale e dai toni davvero aspri:

Questa sentenza non è giustizia, è un altro schiaffo alla giustizia. Rappresenta la conferma di un accanimento sempre più evidente. E la sua gravità lascia sgomenti. Da vent’anni certa magistratura assieme al gruppo editoriale di Carlo De Benedetti tentano di eliminare dalla scena politica mio padre aggredendolo su tutti i fronti. E ora la magistratura ci impone definitivamente di finanziare proprio il gruppo De Benedetti, per un importo spropositato, infinitamente superiore al valore della partecipazione Fininvest nella Mondadori. Tutto ciò è compatibile con la democrazia?

Secondo Marina, quindi, la sentenza che impone il risarcimento non è compatibile con la democrazia, soprattutto – secondo lei – visto che si chiede di risarcire proprio quel gruppo che vent’anni attacca Silvio Berlusconi. Anche se è facile ribaltare il ragionamento e pensare che l’antiberlusconismo di De Benedetti potrebbe anche nascere proprio dalla questione del Lodo Mondadori, chissà.

Siamo dalla parte della ragione, lo abbiamo provato senza ombra di dubbio ma ci vediamo ugualmente condannati ad un autentico esproprio, che senza alcun fondamento colpisce così duramente uno dei più importanti gruppi imprenditoriali del Paese. Il ridimensionamento molto modesto della somma determinata dalla Cassazione non intacca in alcun modo l’eccezionale peso dell’ingiustizia di cui siamo vittime.

Per la presidente di Mondadori il suo gruppo non può che trovarsi dalla parte della ragione, ma è difficile dire di averla provata “senza ombra di dubbio” quando tre gradi di giudizio dicono il contrario. Certo, una volta che le “toghe rosse” sono dipinte come cani d’assalto lanciati contro Berlusconi allora tutto è possibile

La Cir non ha subito alcun danno, lo sa per primo Carlo De Benedetti che continua a straparlare di «scippo», neppure un euro da parte nostra era ed è dovuto. Oggi la Cassazione aveva la possibilità di cancellare quello che non esito a definire uno scandalo giuridico. Ha deciso di non farlo. È una nuova, bruciante sconfitta per la giustizia, una ferita profonda per quanti si ostinano ancora a credere nei valori della giustizia e della verità. Ma noi non ci arrendiamo. Percorreremo tutte le strade che riguardo alla sentenza l’ordinamento consente perché questi valori possano tornare a essere rispettati.

Marina insiste, affermando che la “Cir non ha subito nessun danno” e che “neppure un euro da parte nostra è dovuta”. E aggiungendo che proveranno tutte le strade possibili. Difficile però che a questo punto le cose possano cambiare, e di euro dovuti la Mondadori ne dovrà versare. Ben più di uno.

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