Decadenza Berlusconi: i trucchi del Pd contro il voto segreto

Palline di carta per evitare i franchi tiratori. Ma il timore è sempre quello del “complotto” del Movimento 5 Stelle. La politica si fa paranoica.

di andreas

In tutta la faccenda della decadenza di Berlusconi, uno spettro che viene agitato ormai da parecchio tempo è quello del voto segreto in Senato, dove il provvedimento arriverà se la giunta per le immunità voterà a favore. E qui si teme che qualche governista del Partito Democratico venga colto dalla tentazione di salvare il Cavaliere, per salvare il governo delle larghe intese e quindi la legislatura e la sua poltrona in aula.

Non solo: le accuse incrociate tra Pd e Movimento 5 Stelle – in cui i primi accusano i secondi di voler salvare Berlusconi per far ricadere la colpa su loro; mentre i secondi temono un salvataggio di Berlusconi per salvare il governo – fanno capire come il voto segreto causi non poche tensioni all’interno dei partiti. E se il Cavaliere dovesse salvarsi? A quel punto scatterebbe la caccia ai colpevoli, ma senza alcuna certezza. E questa è la ragione principale per cui si sta chiedendo al presidente del Senato Pietro Grasso di rinunciare al voto segreto, ma è difficile che si riesca.

Così, scattano le contromosse contro i franchi tiratori. Il pulsante per il voto è inserito in una fessura dentro alla quale si possono infilare tre dita, una per ognuno dei tre bottoni (no, sì, astensione). Se si infilano tutte e tre le dita, è impossibile per il compagno di banco capire in che modo stia votando il collega (ebbene sì, il clima è proprio quello da Ddr). Se si inserisce un solo dito, il vicino può dare un’occhiata a quale bottone venga pigiato, ma non c’è nessuna certezza.

Di conseguenza nasce il trucco della “pallina di carta”, meccanismo assai ingegnoso e tecnologico grazie al quale si può bloccare il bottone che la linea ufficiale del partito non vuole venga pigiato. Così il vicino spione può verificare dov’è situata la pallina e tranquillizzare gli altri che il franco tiratore non è seduto al suo fianco.

Il Partito Democratico ha escogitato il “metodo definitivo” per scongiurare che le colombe governative impediscano di liberarsi una volta per tutte dell’avversario storico. Sempre che non ci si mettano di mezzo i boicottaggi del Movimento 5 Stelle. Tra complottismi e palline di carta, sembra quasi una parodia.

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