‘Ndrangheta a Roma: 30 arresti, trovato codice di affiliazione (FOTO)

Sequestrati circa 600 chilogrammi di cocaina, hashish e armi da fuoco. Sgominata organizzazione legata alla ‘ndrangheta con base nella capitale responsabile anche dell’omicidio del boss Vicenzo Femia

    Aggiornamento 12:10: “Una bella mattina di sabato Santo, allo spuntare e non spuntare del sole, passeggiando sulla riva del mare vitti una barca con tre vecchi marinai, che mi domandarono cosa stavo cercando…”. È un passo del codice di affiliazione alla ‘ndrangheta trovato e tradotto dagli investigatori romani. Nella capitale le cosche hanno trasferito modi di operare tradizioni e riti, sottolinea Strilli.it che pubblica delle foto del codice sequestrato a casa di un pentito di ‘ndrangheta dalla squadra mobile capitolina nei mesi scorsi. Si tratta di tre fogli scritti a mano in caratteri che sembrano una specie di cirillico poi decifrati da chi indaga. In un passo tradotto del cosiddetto Codice di San Luca si legge: “Come si riconosce un giovane d’onore? Con una stella d’oro in fronte, una croce da cavaliere sul petto e una palma d’oro in mano. E come mai avete queste belle cose che non si vedono? Perché le porto in carne, pelle e ossa” con un chiaro rimando al mito dei tre vecchi fondatori della tre mafie: Osso, Malosso e Carcagnosso.

Operazione contro la ‘ndrangheta a Roma, con un blitz congiunto di polizia e guardia di finanza scattato alle prime luci dell’alba oggi e che ha portato a circa 30 arresti con decine di perquisizioni eseguite.

Nell’operazione è stato sequestrato anche un quaderno con i riti di affiliazione alla mafia calabrese, L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Sono stati circa 450 gli agenti della polizia e i militari delle fiamme gialle impegnati a Roma e in altre regioni contro al presunta organizzazione criminale con base nella capitale e collegata – secondo gli inquirenti – ad alcuni clan della mafia calabrese.

Nell’ambito delle indagini sono stati sequestrati 600 chili di cocaina e hashish e diverse armi. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli arrestati vanno all’omicidio – di Vincenzo Femia, a Roma il 24 gennaio del 2013 – alle intimidazioni e ai ferimenti e fino alle estorsioni.

Sarebbe stata la cosca Pizzata a decidere l’uccisione di Femia, presunto boss di San Luca ritenuto dagli inquirenti il referente della cosca Nirta-Scalzone nella capitale.

Durante una perquisizione domiciliare è stato anche sequestrato un quaderno contenente i riti e le procedure di l’affiliazione alla ‘ndrangheta, era tutto scritto nero su bianco, una sorta di documento denominato Codice San Luca ora in mano agli investigatori.

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