Lega Nord, la resa dei conti: il Veneto vuole sfiduciare Umberto Bossi

La mozione di sfiducia sarà votata questa sera a Vicenza: la crepa del Nord è insanabile?

L’assemblea della Liga Veneta-Lega Nord che si riunirà questa sera a Vicenza è pronta a votare una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente federale della Lega Nord, e fondatore del partito, Umberto Bossi.

A dare la notizia è l’Ansa, che ha potuto visionare il documento: secondo l’agenzia stampa sul documento, firmato da un segretario di sezione bellunese, avrebbero lavorato alcuni degli uomini vicini al segretario, e sindaco di Verona, Flavio Tosi (in rotta con il Senatùr ormai da tempo): la mozione definisce “eccessivi i poteri del presidente” chiedendo l’eliminazione dei commi 1/O e 5/O dell’art.14 dello Statuto.

“All’assemblea di fine novembre verrà scelto il prossimo segretario federale che prenderà il posto del dimissionario Maroni e toccherà alla stessa assemblea modificare la norma che istituisce la presidenza a vita. Spero proprio che venga fatto. […] La presidenza a vita era stata voluta come atto di affetto e di riconoscenza nei confronti del fondatore ma sinceramente dopo le sue ultime uscite, pesanti anche dal punto di vista personale, posso dire, e con me la maggioranza dei militanti, che Bossi ormai non mi rappresenta più. Si tratta infatti di offese gratuite che servono solo a suscitare sconcerto dentro e fuori il movimento e malumori nei confronti della persona che ha fondato la Lega e che invece di comportarsi da padre nobile che mantiene l’unità, con le sue dichiarazioni sta solo creando tensioni.”

Con queste parole il segretario provinciale vicentino della Lega Paolo Paternoster, secondo quanto riferito da L’Arena, avrebbe spiegato i motivi alla base della mozione, che a Tosi (che sul tema, scientificamente, non commenta); nelle scorse settimane però tra il Senatùr e il sindaco veronese le punzecchiature (anzi, vere e proprie fucilate) avevano notevolmente alzato la temperatura polemica dentro il Carroccio: all'”omosessuale” (come se fosse un insulto) alla “persona malata”, i due hanno affilato i coltelli in vista del Congresso federale di novembre.

Insomma, non è bastato relegare il padre padrone della Lega alla Presidenza (dal sapore di “papa emerito” del sole delle Alpi) dopo lo scandalo Belsito e il conseguente scandalo “The family”: allontanare il “concetto” di proprietà della Lega in mano a Bossi è l’intenzione dichiarata della mozione, che tuttavia si inserisce in una coda di polemica lunga e tortuosa tra lombardi e veneti.

Sarà la resa dei conti?