Grecia: Inizia la settimana degli scioperi. Lacrimogeni della polizia contro il personale scolastico

Inizia oggi una settimana di mobilitazione in Grecia. Lavoratori pubblici e privati scendono in strada contro le politiche di austerity

Questa mattina, i Mat, i corpi speciali della polizia greca, hanno deciso di disperdere con i lacrimogeni il personale non docente in sciopero, che aveva occupato simbolicamente il cortile del ministero delle Riforme amministrative ad Atene. Due donne, rimaste intossicate, sono state portate in ospedale.

L’atmosfera è molto tesa nel paese ellenico, oggi parte “La settimana degli scioperi”, così come è stata definita da Adedy, sindacato che raggruppa i dipendenti del settore pubblico. Insegnanti delle scuole medie e superiori, dipendenti degli istituti previdenziali, personale medico, avvocati del Foro di Atene, daranno vita a una raffica di proteste fino al 19 di settembre.

Le forze sindacali sono coese nella lotta. Tutte le organizzazioni, dalla già menzionata Adedy al Pame (vicino al partito comunista), fino al Gsee (sindacato che rappresenta il settore privato), hanno un unico obiettivo: fare pressione sul governo perché si ribelli ai diktat della troika e metta un freno alle politiche dei licenziamenti e dei tagli ai salari.

Prima della fine del mese, in Grecia, 12500 dipendenti pubblici saranno licenziati e potranno percepire il 75% del loro stipendio per otto mesi. Altri 4000 mila impiegati verranno licenziati prima della fine dell’anno ed altri 11 mila, molto probabilmente, perderanno il lavoro nel corso del 2014. La disoccupazione intanto è arrivata al 27% e il potere d’acquisto è crollato. Il Paese, per soddisfare le richieste dei creditori internazionali, sta progressivamente cedendo. Il governo, presieduto da Antonis Samaras, sembra aver totalmente abdicato alle proprie prerogative istituzionali, limitandosi ad accettare le ricette degli ispettori del Fmi, della Bce e della Ue.

Perfino gli esercizi commerciali terranno abbassate le serrande oggi, in segno di protesta contro le multe spropositate, decise dal governo, nei confronti di chi non riesce a pagare i contributi. Tali sanzioni potrebbero avere l’effetto di portare alla chiusura di moltissime attività. La situazione per la piccola e media impresa, ovviamente, non è migliore. Siamo ormai arrivati al sesto anno di crisi economica e la pressione fiscale per gli imprenditori ellenici è diventata insostenbile.

Gli effetti dell’evasione potrebbero diventare drammatici. L’Istituto previdenziale pubblico, infatti, non gode di buona salute. Ha un buco nei conti enorme e molto probabilmente sarà costretto a chiedere un prestito alla Contabilità Generale dello Stato per pagare le pensioni di ottobre.