Sparatoria Washington, il killer era stato licenziato dalla Marina

Aaron Alexis aveva lavorato per la Marina dal 2007 al 2011. Nel suo periodo due gravi episodi legati all’utilizzo di armi

Martedì 17 settembre, ore 12:02Aaron Alexis, il killer di Washington, autore della strage della Navy Yard in cui ha perso la vita dopo aver ucciso dodici persone ha agito da solo. E, molto probabilmente, lo ha fatto per un atto di rappresaglia contro la Marina militare “rea” di non avergli rinnovato il contratto di consulente tecnologico.

Le dodici vittime del massacro, avvenuto prima che i cecchini della polizia riuscissero a bloccare Alexis, avevano tutte fra i 46 e i 73 anni. Inizialmente si era pensato che ad aprire il fuoco alla Navy Yard fossero state più persone, ma, come riferito dal capo della polizia Cathy Lanier, il responsabile è stato solamente questo 34enne, reduce della Marina al quale era stato diagnosticato in passato un disordine da stress post-traumatico, un disturbo piuttosto comune fra chi ha operato nei teatri di guerra. Ma secondo il padre dell’artefice del massacro, ad alterare l’equilibrio psichico di Alexis, sarebbe stata la sua partecipazione alle operazioni di soccorso durante l’11 settembre.

L’uomo era consulente tecnologico alla Navy Yard con un contratto a tempo determinato che, due anni fa, non era stato rinnovato. Sarebbe proprio il mancato rinnovo del contratto la scintilla che avrebbe scatenato la strage avvenuta ieri.

Un contratto che era stato stipulato nonostante nel passato di Alexis vi fossero stati numerosi episodi legati all’utilizzo di armi. Nel 2004 era stato arrestato per aver sparato alle gomme di un camion parcheggiato vicino a casa sua. Alexis ammise di avere avuto un black out mentale, ma non fu mai incriminato. Nel 2010 l’uomo aprì il fuoco contro l’appartamento del vicino ma disse che il colpo era partito mentre puliva l’arma. Anche in questo caso non ci fu l’incriminazione, ma fu probabilmente questo “incidente” la causa del suo licenziamento dalla Marina nel 2011. Il killer si era trasferito a Washington quattro mesi fa dopo aver vissuto quasi sempre a Forth Worth in Texas ed era di religione buddista.

Davide Mazzocco

Usa, sparatoria a Navy Yard di Washington, 12 morti. Il video in diretta

martedì 16 settembre, ore 22.21 –Si chiamerebbe Aaron Alexis il 34enne responsabile della strage del Navy Yard di Washington, rimasto ucciso negli scontri a fuoco con la polizia. Alexis, originario di Fort Worth, Texas, e identificato grazie alle impronte digitali, sarebbe un contractor civile dotato della tessera per entrare nel compound della Marina.

La conta finale dei morti è attualmente stabile a 12, Alexis incluso.

Ore 20.30 –E’ salito a 12 il tragico bilancio della sparatoria presso la Navy Yard di Washington DC: lo ha riferito il sindaco della città Vincent Gray in un discorso mandato in onda dalla televisione il quale ha anche fornito il computo dei feriti, 10 persone.

Secondo la polizia della città uno dei tre killer è stato ucciso mentre ci sarebbero altri due “sospetti” in fuga vestiti da militari: un uomo bianco ed un nero di circa 50 anni, armati; la polizia ha riferito anche di alcune testimonianze che attestano la presenza di questi individui nei pressi del Navy Yard questa mattina alle 8:15.

Il discorso di Barack Obama: “Atto di codardia”

Sui fatti di sangue accaduti oggi a Washington il Presidente Obama è intervenuto in televisione definendo un “atto di codardia” che ha colpito militari e civili proprio nella capitale statunitense; il cuore dell’apparato della difesa statunitense è stato colpito con violenza e le persone morte, ha detto Obama, sono “eroi della nazione”.

Ore 18.17 – Sarebbe salito a 6 vittime il bilancio della sparatoria di Washington; lo riferisce l’Associated Press citando fonti della Marina americana. Secondo la polizia di Washington gli attentatori sarebbero stati tre, di cui due fermati.

Delle persone colpite, due sarebbero poliziotti.

Ore 17.00 – I voli in entrata all’aeroporto Reagan di Washington sono tutti in ritardo di 75 minuti: effetto delle misure di sicurezza straordinarie scattate in tutta l’area del Distretto di Columbia. I feriti (10 secondo fonti americane) sarebbero già strati tutti trasportati in ospedale: gli attentatori, riferisce la polizia, sarebbero stati in due, uno dei quali colpito e a terra (gergo tecnico per dire “morto”). Gli elicotteri stanno sorvolando il palazzo guardinghi, sul posto sarebbe presente anche la squadra SWAT. Le scuole sono state tutte evacuate e chiuse, sempre per motivi di sicurezza.

Ore 16.22 – Secondo quanto riferito dalla tv americana NBC gli attentatori sarebbero due, di cui uno sarebbe rimasto ucciso. Il bilancio è di 4 morti ammazzati e 10 feriti.

Il live di News Channel 8

Ore 15.40 – La metropolitana di Washington è stata chiusa per motivi di sicurezza alla fermata Navy Yard. Secondo alcune fonti americane l’arma usata potrebbe essere una Colt AR-15, un fucile d’assalto leggero da 5.56mm.

Tre spari, una vittima e diversi feriti: è questo il bilancio momentaneo della sparatoria alla Navy Yard di Washington, il quartiere generale della marina americana, all’interno della quale un attentatore sarebbe asserragliato, armato.

La notizia è stata data su Twitter dalla Marina Americana. Nel palazzo lavorano circa 3000 persone: il fatto sarebbe avvenuto questa mattina verso le 8.30. Sul posto è intervenuta sia la Polizia che l’FBI.

Questo il tweet-testimonianza del portavoce del deputato Steven Horsford:

Foto | Wikipedia