Berlusconi, il “balletto” sul voto per la decadenza: segreto o palese? E nei sondaggi vola il partito del Cav

La diatriba fra i partiti sul voto (segreto o palese?) al Senato per la decadenza di Berlusconi pare il parapiglia dei parenti di fronte al cadavere del caro estinto per spartirsi l’eredità.

Nel classico filone della commedia all’italiana, qui in bilico fra farsa e tragedia, con gli italiani nel ruolo di spettatori paganti per uno show-fregatura o tifosi illusi che la partita sia vera e non truccata.

Ricapitoliamo: la Giunta per l’immunità del Senato ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Dario Stefano di votare mercoledì sera. Questo è il calendario dei lavori: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto. Poi, dopo, in Aula, il match finale (?) in un mix dove non si sa più chi è Ponzio Pilato, chi Barabba e chi sarà davvero messo in croce.

Ora, la proposta del M5S del voto palese sulla decadenza di Berlusconi ha spiazzato gli altri partiti, a cominciare dal Pd, costretto adesso a gettare la maschera. Come noto, il regolamento del Senato è chiaro e prevede il voto segreto (quando si vota sulla singola persona) a meno che non si realizzino nuove maggioranze anche in termini di regolamenti, ma non vi sarebbero i tempi.

Ma, trattandosi di un caso personale “speciale”, cioè di Silvio Berlusconi, il voto è marcatamente politico, con tutti gli annessi e connessi e quindi c’è l’esigenza della trasparenza di un voto palese perché è giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilità, in Senato, davanti agli italiani. I nostri rappresentanti devono essere responsabili del voto che esprimono e devono rispondere con trasparenza ai cittadini. Questo in teoria, perché – come non ricordarlo – questi parlamentari sono stati nominati dai capi partito e non liberamente eletti daai cittadini.

In sintesi: il M5S vuole il voto palese per eliminare una volta per tutte il voto segreto, coerentemente alla sua battaglia sulla “trasparenza”. Ma c’è di più: il M5S vuole togliere ogni dubbio che col voto segreto si possa pensare ai grillini “salvatori” del Cav per screditare di più il Pd e gli altri partiti gridando al sistema marcio, al “sono tutti uguali e uniti per salvare un condannato”, alzando la bandiera del “Elezioni, tutti a casa!”.

Chi sta peggio è il … solito Pd, a rischio suicidio se pensa di salvare Berlusconi. Il partito di Epifani si è fatto scippare dai grillini una carta importante per tornare in sintonia con la propria base ancora infuriata per la nota gazzarra dei 101 “traditori” costata a Prodi il Quirinale: adesso molti dei suoi parlamentari (del Pd) temono col voto palese di dover “per forza” votare per la decadenza del leader del Pdl, quindi col rischio della caduta del governo e di dover abbandonare cadreghe e cadreghini.

Il Pdl, ovvio, voterà compatto per salvare il proprio capo-padrone, certo che con il voto segreto molti franchi tiratori accorreranno in aiuto del Cav.

In questa baraonda i sondaggi danno il Pdl-centro destra in vantaggio sul Pd-centro sinistra. Come mai? Semplice: molti italiani credono alla teoria berlusconiana del “perseguitato” e del “complotto” dei comunisti e delle toghe rosse e molti altri (antiberlusconiani) non credono nel Pd come alternativa valida al Pdl-centro destra. Da lì il crescere dell’astensionismo. Tutto qui.