Uk: Laburisti e Conservatori vogliono tornare al finanziamento pubblico dei partiti

Labour e Conservatori, dopo gli scandali, vogliono diminuire le sovvenzioni private e aumentare quelle pubbliche ai partiti. Imprese e lobby rischiano di inquinare il dibattito politico

Mentre nel nostro paese il finanziamento pubblico ai partiti viene messo in discussione da molti esponenti politici e non gode di grande popolarità tra i cittadini, nel Regno Unito c’è chi vorrebbe estendere la quota di sovvenzioni elargite dallo Stato alla politica. Questa idea, in vista delle elezioni del 2015, trova sempre più udienza tra laburisti e conservatori.

Sembra ormai certo che il Labour proporrà, nel proprio programma elettorale, di fissare un limite di 5 mila sterline sulle donazioni private e parallelamente di aumentare il finanziamento pubblico per i partiti. Se i laburisti andassero al governo e mantenessero la promessa, si verificherebbe una piccola rivoluzione nella vita politica inglese. Finora, infatti, è stata consuetudine che le decisioni sul finanziamento fossero prese di concerto tra le principali forze politiche (laburisti, conservatori e liberaldemocratici) e non autonomamente da chi si trova alla maggioranza.

Questo irrituale modo di agire è probabilmente una risposta ad un’inziativa del premier conservatore David Cameron, che ha annunciato una legge sulle lobby per spezzare il legame quasi automatico che c’è tra sindacati e partito laburista. Tale norma dovrebbe prevedere la libertà di scelta sul versamento della quota mensile che gli iscritti al sindacato destinano al partito. Ed Miliband, leader laburista, si è detto d’accordo, ma ha commentato l’iniziativa dei conservatori come un’intromissione, affermando che le union possono decidere autonomamente senza essere forzate da una norma.

Anche il partito conservatore ha presentato una sua proposta per la rimodulazione del finanziamento privato. Cameron ha intenzione fissare un tetto di 50 mila sterline alle donazioni che provengono da imprese, lobby e privati cittadini. Dietro questa iniziativa c’è la volontà dei conservatori di dissipare i molti sospetti sugli ingenti finanziamenti percepiti da enti privati, a cui non stanno propriamente a cuore gli interessi della collettività.

Sull’onda di una certa indignazione popolare, causata da una serie di scandali riguardanti i finanziamenti privati, che hanno coinvolto esponenti del partito conservatore, ma anche laburisti, i media britannici si sono scatenati. A tale proposito, segnaliamo le “trappole” che il Daily Telegraph e Panorama (trasmissione di approfondimento politico della Bbc) hanno deciso di tendere ad alcuni politici.

Ne ricordiamo una, quella riservata al conservatore Patrick Mercer. Alcuni giornalisti hanno finto di essere dei lobbisti interessati a reintegrare le isole Fiji nel Commonwealth, escluse dopo una serie di colpi di stato militari. Mercer ha subito accettato un assegno da 4mila sterline (anticipo di 24mila) dai “lobbisti” e si è “dato da fare” compilando una mozione parlamentare e formulando cinque interrogazioni a cinque diversi ministri. Inoltre ha tentato di formare un intergruppo alla Camera dei Comuni sulle Fiji, coinvolgendo altri 19 colleghi deputati con la promessa di vacanze premio.