Letta: “Voglio la luna!”. Gli italiani vogliano arrivare a fine mese

Negli anni degli scontri ideologici Pci e Dc dividevano gli italiani su comunismo e democrazia e sulle cose da fare subito mentre oggi la politica ruota esclusivamente su se stessa bloccata su Silvio Berlusconi.

Limitandoci al dopoguerra, neppure personalità politiche del livello di De Gasperi, Togliatti, Nenni, Moro, Berlinguer, Craxi, Andreotti, incentrarono sui propri destini personali il confronto politico, con i partiti capaci – non sempre positivamente – di evolversi sia sul piano programmatico che su quello delle leadership.

La prima Repubblica non può essere presa ad esempio come terreno di solo “rose e fiori” – tutt’altro! – ma indubbiamente a prevalere furono gli interessi generali del Paese rispetto a quelli personali e di partito. L’opposto di quanto è accaduto in questi ultimi 20 anni, dominato dalle logiche contrapposte del “berlusconismo” e dell’”anti berlusconismo”, una miscela esplosiva che ha fatto terra bruciata dell’Italia, dominata da partiti e politici divoratori di potere e soldi. Le poche eccezioni confermano la regola.

In queste ultime settimane, dopo la dura condanna della Cassazione a carico di Berlusconi, si sta davvero toccando il fondo, con i partiti (Pdl e Pd intesta) impegnati in un braccio di ferro per lo più oscuro, con manovre apparentemente da resa dei conti finale fra sinistra e destra, ma nei fatti una pantomima che punta a mantenere lo status quo, disinteressandosi dei gravissimi problemi reali degli italiani e del futuro dell’Italia.

Dall’alto del Colle Giorgio Napolitano le prova tutte per non fare affondare la nave piena di falle. E da Palazzo Chigi il premier Letta – fingendo serenità nell’attesa della decisione della Giunta su Berlusconi e di fronte alle picconate di Matteo Renzi – sparge ottimismo: “Impedirò che il Paese non si faccia male”. Ma l’Italia è già tutta incerottata e piena di lividi e fratture.

Evocando lo slogan: “Siate realisti, chiedete la Luna!”, ieri a Torino nella Settimana Sociale dei cattolici il capo del governo ha dato un segnale per disancorare politica e Paese dalla fanghiglia dicendo chiaro e tondo di “volere la luna”.

Scrive oggi su Avvenire il direttore Marco Tarquinio: “Anche noi gli chiediamo la Luna. Nessuno, ovviamente, pensa che oggi si possa pretendere “tutto e subito”. Ma anche la «politica» più raffinata e, in teoria, lungimirante – come insegnava Nino Andreatta, maestro di vita e di azione politica di Enrico Letta – è nulla senza «politiche» che la realizzino. Poco a poco, magari. Ma con un percorso costante e sicuro, nella direzione giusta e secondo giustizia”.

Il rischio è che Letta parli solo a se stesso, con la politica incartata nelle proprie beghe e bassezze.