Enrico Letta: “Il debito è un incubo ma terremo i conti sotto il 3%”

Il primo ministro alla Settimana Sociale dei cattolici italiani di Torino: “Le famiglie italiane hanno attutito l’impatto della crisi”

Aggiornamento 9 settembre, ore 14.03 – Da Torino il primo ministro Letta si è spostato in visita ai candieri milanesi e rhodesi dell’Expo2015, dove ha ripreso in parte il discorso di questa mattina tenuto a Torino, fornendo quelle rassicurazioni che non erano trapelate nell’arco della mattinata:

“Ci sono tutte le condizioni perchè non si sfori il tetto del 3% del rapporto tra deficit e Pil. Dunque l’impegno è che terremo i conti sotto il 3%. […] Non sono preoccupato per la stabilità del governo. Sono convinto che buonsenso e serenità alla fine prevarranno, perchè ce ne è bisogno. Siamo tutti all’altezza della sfida.”

Commentando invece il quasi imminente Expo2015 di Milano Letta lo ha definito “un’occasione” per ridare prestigio all’Italia, dando un’immagine positiva del Paese in campo internazionale e commerciale.

Letta alla Settimana Sociale dei cattolici italiani: “Il debito è un incubo”

Intervenendo questa mattina alla Settimana Sociale dei cattolici italiani a Torino il primo ministro italiano Enrico Letta ha affrontato le principali emergenze del Paese, su tutte il debito pubblico, definito “un incubo”.

Letta, che è cattolico praticante, ha parlato delle famiglie come il vero materasso del Paese durante il periodo di crisi economica, del debito pubblico e delle difficoltà insite nel governo e nella maggioranza che lo sostiene, non tralasciando uno dei cavalli di battaglia nei suoi discorsi di questa settimana: l’istruzione.

“Le famiglie italiane hanno attutito l’impatto della crisi, hanno fatto sì che impatto sia stato meno invasivo e meno intrusivo rispetto ad altri Paesi europei pur essendo più pesante che in altri Paesi.”

ha spiegato Letta, quasi con tono riverente nei confronti della sensibilità di chi ascoltava; relativamente all’attività di governo, febbrile ed appesa al solito filo di seta, allungato fino a mercoledì prossimo, Letta ha parlato del debito pubblico, quasi una new entry nei discorsi del premier:

“Per chi governa il paese in questo momento il debito è un incubo. Il debito è esattamente mangiarsi il futuro. L’Italia di oggi fatica perché si è voluto risolvere i problemi di ieri con le risorse di oggi. Il debito è il primo problema di questo paese, ma per pagare i debiti bisogna essere credibili, perché nessuno ci compra il debito se non lo siamo. Ma se non ci comprano il debito, non ce la facciamo.”

Parole sibilline nel senso pratico dei provvedimenti che il governo intende affrontare, ma che mostra su quale piano l’Italia stia trattando in Europa: togliere il blocco dalla spesa pubblica e l’emissione di titoli di Stato sono, secondo molti, le due principali richieste che il governo avanza in sede europea.

Fatto salvo il mantenimento degli impegni, in particolare il mantenimento del rapporto deficit-Pil al di sotto del 3% (sul quale ieri Mario Draghi poneva alcune perplessità, dovute alla cancellazione dell’Imu di settembre):

“Il nostro Paese si salva solo se ci sarà fiducia e la fiducia passa per la responsabilità di ciascuno di noi e la capacità di ognuno di fare la sua parte.”

ha spiegato Letta, che ha anche spiegato come sia una vera e propria “fatica” quella di tenere in piedi questo governo, vuoi per gli stringenti impegni internazionali vuoi per quello che domenica a Cernobbio ha definito il “rumore di fondo”, la sterile polemica politica fine a se stessa.

Un tema caro alle famiglie è quello dell’Istruzione:

“Sul diritto allo studio, e più in generale sulla scuola, l’Italia ha la coscienza sporca. Oggi il diritto allo studio è alla rovescia: troppi giovani si laureano e poi non trovano lavoro. Bisogna assolutamente intervenire, il diritto allo studio è un caposaldo.”

ha spiegato il primo ministro alla platea, incarnando in un certo senso un sentimento comune di sbandamento (sopratutto per gli studenti “più anziani”) e indignazione: meritocrazia, opportunità, ma anche integrazione, tutti temi che la scuola italiana ha per troppo tempo trascurato:

“Oggi i bambini a scuola imparano subito a non avere nessun problema rispetta alla presenza di colori diversi. Dobbiamo tornare ad essere come bambini. Dobbiamo cogliere questo messaggio di candore e straordinaria semplicità.”

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