Washington: Immigration Act. Attiviste bloccano il traffico e la polizia le arresta

Un centinaio di donne ha bloccato il traffico nei pressi del Congresso per rivendicare una giusta riforma sull’immigrazione. La polizia è intervenuta e le ha arrestate, Tra di loro una ventina di irregolari

A Washington, giovedì, un centinaio di donne ha scelto di dare vita ad un’azione di protesta per sollecitare il Congresso degli Stati Uniti a varare la riforma dell’immigrazione.
Le manifestanti hanno dapprima tenuto un breve comizio e poi hanno unito le mani e si sono sedute in cerchio sull’Independence Avenue, bloccando così il traffico nella direzione del Campidoglio. Tra le attiviste, secondo gli organizzatori, c’erano anche una ventina di immigrate irregolari.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, tutte le donne indossavano bracciali bianchi e magliette rosse con la scritta “Donne per una Giusta riforma dell’immigrazione“. Al grido di Yes we can! e Si se puede! sono riuscite a bloccare la via d’accesso principale alla Camera dei Rappresentanti, nella settimana in cui i deputati tornavano al lavoro dopo la pausa estiva. L’epilogo della dimostrazione era prevedibile: le donne sono state arrestate . Ammanettate dai poliziotti, sono state condotte in commissariato per procedere all’identificazione. Sono ancora in stato di fermo, e non sono ancora state chiarite le accuse nei loro confronti, i vari organi di stampa riportano informazioni contraddittorie.

Angelica Salas, direttore esecutivo di Chirla, un’organizzazione latina che appoggia la modifica della legislazione vigente sull’immigrazione, ha così commentato l’iniziativa di Washington: “Continueremo con marce e riunioni, ma questo tipo di azioni è diventato necessario per farci ascoltare“(cit. Agenzia Prensa Latina). Queste parole sono sintomatiche del fatto che siamo entrati ormai in una fase decisiva per l’approvazione della riforma e che gli immigrati hanno intenzione di fare costantemente pressione sul Congresso fino al 5 di ottobre, giorno in cui è stata indetta una manifestazione nazionale.

Maria Galban, tra le manifestanti, con parole semplici, ma dirette, ha raccontato la sua storia. Lei e suo marito sono messicani e risiedono illegalmente negli Stati Uniti insieme alle loro due figlie. Maria ha dichiarato di voler lavorare come parrucchiera, ma per ottenere la licenza è necessario avere la cittadinanza. Altre attiviste hanno voluto, invece, richiamare l’attenzione sul fatto che Barack Obama aveva promesso una riforma dell’immigrazione fin dalla sua prima campagna elettorale e che la crisi con la Siria sembra aver distolto la sua attenzione dal problema.

La legge sull’immigrazione ha avuto la prima approvazione al Senato, ma la camera è molto più conservatrice e ciò non semplifica il percorso di approvazione.
La riforma prevede che, passati sei mesi dalla sua ratifica, un immigrato irregolare possa richiedere lo “status provvisorio di immigrato regolare”. Chi lo chiede dev’essere arrivato negli Stati Uniti prima del 31 dicembre 2011 e dev’esserci rimasto fisicamente fino a oggi. Dopo dieci in anni si potrà richiedere la green card e lo status di cittadino permanente.