Berlusconi rinvia le dimissioni. Il terrore è l’arresto da parte della procura di Napoli

I figli hanno preparato la richiesta da grazia, chiedendo al padre di lasciare il posto da senatore. Ma lui non ne vuole sapere. Almeno per ora.

di andreas


Le dimissioni di Berlusconi sembravano per moltissime ragioni la scelta più logica. Innanzitutto perché potrebbero salvare un governo delle larghe intese che dietro la facciata nessuno – e men che meno il Pdl che non sa cosa lo attende dal futuro – vuole davvero far cadere; ma anche perché avrebbero facilitato il compito di Napolitano nell’eventualità stesse pensando di concedere la grazia al Cavaliere. I contro? Si chiuderebbe la finestra elettorale autunnale, che tanto non è mai davvero aperta.

E allora perché adesso pare che Berlusconi abbia cambiato idea e non si voglia dimettere? Innanzitutto va detto che il cambiare idea in continuazione è una caratteristica ormai propria del Cavaliere (era stato lo stesso con il “mi candido, anzi no”). Poi c’è da dire che lo scontro sul calendario in giunta delle immunità – quella che deve decidere della sua decadenza – fa presagire un’accelerazione. E il Cavaliere potrebbe pensare alle dimissioni solo in caso le cose da quelle parti vadano davvero per le lunghe. Una strategia che è difficile da capire (e forse frutto della disperazione di un uomo con le spalle al muro), ma che comunque Berlusconi continua a seguire.

Ma il vero timore, quello che più di ogni altra cosa spaventa Berlusconi, è la possibilità che dopo aver rassegnato le dimissioni, ed essersi quindi trovato privo di uno scudo difensivo, scatti una qualche richiesta d’arresto contro la quale non potrebbe fare nulla.

Si sa anche qual è la procura che il Cavaliere teme più di ogni altra, quella di Napoli. La compravendita dei senatori: con il passare del tempo pare che De Gregorio e Lavitola si stiano aprendo con i giudici, e di conseguenza la situazione inizia davvero a spaventare il Cavaliere. Ma se anche non si dimettesse, una volta decaduto da senatore, quali difese potrebbe comunque avere Berlusconi? Nessuna. Ma mentre le dimissioni, per avere un senso, dovrebbero arrivare in tempi rapidi, la giunta ha ancora un bel po’ da lavorare prima di arrivare a una conclusione che non si attende prima di fine mese.

Poco tempo, ma a Berlusconi in questo momento sembra un’eternità. E la speranza sembra non essere altra che quella che qualcosa accada. Il segretario Angelino Alfano ne ha parlato con fare misterioso: “Il cittadino Silvio Berlusconi ha altre sedi in cui affermare le proprie ragioni, oltre a quella europea. Il caso non è chiuso”. Di che parla? Forse della revisione del processo. Di sicuro non si riferisce più alla grazia, che i figli di Berlusconi hanno preparato e firmato accompagnandola con la richiesta di dimettersi per il bene suo e delle sue (loro) aziende, ma che lui non vuole neanche vedere. Almeno per adesso.

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