Siria, Kerry e Lavrov domani a Ginevra

Domani a Ginevra Stati Uniti e Russia discuteranno della messa in sicurezza dell’arsenale chimico siriano

19.05 – Anche Israele, da vicino di casa, è intervenuto nei commenti quotidiani sulla Siria e sulla risoluzione diplomatica al dilemma legato all’arsenale chimico in possesso di Assad:

“Se la Siria sarà onesta e intraprenderà passi veri per rimuovere e distruggere dal suo territorio le armi chimiche, gli Usa non attaccheranno; la diplomazia è sempre preferibile alla guerra ma la questione principale è l’onestà e in particolare quella del regime siriano.”

ha dichiarato il Presidente Shimon Peres.

Da New York invece giunge la notizia che i rappresentanti dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina) si incontreranno nuovamente oggi per discutere del controllo delle armi chimiche in Siria.

17.44 – Come riferito dall’agenzia stampa Itar Tass il piano russo per stabilire il controllo internazionale sull’arsenale chimico in Siria è stato trasmesso al Dipartimento di Stato americano, testo che verrà probabilmente discusso domani a Ginevra da Kerry e Lavrov.

Aggiornamento 15.38La bozza di documento sulla Siria presentata dalla Francia, ora sul tavolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, prevede un termine ultimo di quindici giorni dall’approvazione della risoluzione Onu per fornire un elenco completo del suo arsenale chimico e biologico, dando localizzazione precisa, tipo e numero delle armi.

Come si legge in una rapporto della Commissione d’inchiesta Onu (che copre il periodo 15 maggio-15 luglio) i crimini di guerra sono stati efferati e commessi da entrambe le parti:

“Gli autori di queste violazioni e di questi crimini, da entrambe le parti, agiscono in aperta sfida al diritto internazionale e non temono di dover rendere conto, è imperativo che vengano denunciati a un organismo giudicante.”

Nel frattempo la nave russa Nikolai Filcenkov ha lasciato Novorossisk dirigendosi verso lo stretto del Bosforo per raggiungere le altre due navi della Federazione nel Mediterraneo occidentale.

In questa infografica, realizzata dal Parlamento Europeo, i numeri della diaspora dei siriani, che fuggono dagli orrori della guerra civile:

“Le parole da sole non bastano: la Siria deve dimostrare con i fatti di essere disponibile a mettere sotto controllo internazionale il proprio arsenale chimico. […] La Siria deve dare rapidamente un segnale che aderirà alla Convezione dell’Onu sulle armi chimiche.”

Con queste parole Angela Merkel ha espresso il proprio parere sull’evoluzione della crisi siriana alla radio tedesca Ard.

Secondo una fonte del ministero degli Esteri russo il ministro Sergej Lavrov ed il Segretario di Stato americano John Kerry si incontreranno domani a Ginevra per discutere della crisi siriana, in quello che potrebbe essere il primo meeting per arrivare alla Conferenza di Pace Ginevra2.

La proposta russa di lunedì sera, il rinvio della decisione del Congresso americano, le parole dure ma possibiliste di ieri del Presidente Obama, il tentativo di scongiurare una crisi internazionale nei confini siriani che rischia di destabilizzare l’area geopoliticamente più rovente del mondo, la necessità di fare presto per interrompere gli orrori di questa guerra, tutti temi sul tavolo ginevrino che vedrà seduti Kerry e Lavrov.

L’agenda ufficiale non è stata precisata nè da Mosca nè da Washington, ma certamente gli sviluppi delle ultime ore della crisi siriana, nonchè le modalità di messa in sicurezza e smaltimento dell’arsenale chimico a disposizione del Presidente dittatore Bashar al-Assad, saranno certamente centrali nella conversazione tra i due.

Dopo il rinvio di Obama del voto del Congresso anche la cancellazione della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in programma nel pomeriggio di ieri al Palazzo di Vetro di New York perché la Russia ha ritirato la richiesta, sembravano aver complicato nuovamente l’approccio diplomatico, colpevolmente in ritardo dopo due anni e mezzo di sangue; lo spiraglio che si apre oggi è assolutamente auspicabile per una risoluzione non militare della crisi in Siria.

Il comandante dell’Esercito Libero Siriano Qasim Saad al-Din, che ha combattuto con le sue truppe nella zona di Homs, in un’intervista al quotidiano Asharq Al-Awsat ha detto che l’incontro di domani, e un eventuale accordo Usa-Russia sulla Siria sarebbe siglato con il sangue dei combattenti siriani.

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