Siria, Enrico Letta vuole la soluzione politica: “Nessun intervento in Siria senza risoluzione dell’Onu”

Enrico Letta alla Camera definisce “inaccettabile” l’uso di armi chimiche nel conflitto siriano ma nega ogni intervento italiano nel conflitto: “Incoraggiante la proposta di Mosca”

16.02 – Così il ministro degli Esteri Emma Bonino ha commentato il voto della Camera che auspica una soluzione politica sulla crisi siriana:

“Il voto delle risoluzioni sulla Siria alla Camera rappresenta un passaggio importante rispetto alla linea che il governo ha tenuto fino ad ora e che avevo illustrato già nelle settimane e nei mesi scorsi, tenendo informato il Parlamento costantemente sia sulla questione Egitto che sulla precipitazione della questione Siria.”

12.55 – Intervenendo alla Camera sulla crisi siriana il premier Enrico Letta ha confermato la linea italiana su un eventuale intervento armato in Siria, ribadendo l’intenzione di attendere gli ispettori dell’Onu e riservandosi una decisione solo dopo un’accordo in Consiglio di Sicurezza.

Niente guerra, almeno nelle intenzioni, per l’Italia, sopratutto in questo momento, in cui un eventuale intervento armato rischierebbe di generare reazioni e controreazioni dagli esiti imprevedibili. Ribadendo dunque l’assoluta centralità del ruolo dell’Onu in questa delicatissima fase, Letta ha condannato su tutta la linea l’uso di arsenale chimico:

“L’uso delle armi chimiche è il confine invalicabile, la comunità internazionale deve assumere le proprie azioni. Occorrono misure di deterrenza contro il ricorso a strumenti di morte e di paura. […] Per il Consiglio di sicurezza dell’Onu c’è lo spazio per adottare misure urgenti contro l’uso delle armi chimiche. Dobbiamo percorrerlo questo spazio. […] Un’azione militare fuori dal quadro Onu rischia di ingenerare reazioni pericolose. E per questo non parteciperemo ad azioni militari in assenza di un mandato dell’Onu.”

Una posizione invece più prudente, e che mitiga tra il sostegno russo ad Assad e quello americano ai ribelli, sui crimini di guerra:

“Gli autori dei crimini agiscono in aperta sfida al diritto internazionale e non temono di dover rendere conto; devono essere portati davanti alla giustizia.”

ha detto Letta, ricordando come di violenze e violazioni dei diritti umani ce ne siano da entrambe le parti in conflitto: le armi chimiche “prevalentemente” usate da Damasco, le esecuzioni sommarie e le violenze di alcune frange ribelli, gli stupri di massa commessi da entrambe le parti. Per questo la soluzione diplomatica resta quella più auspicabile, perchè il conflitto civile in Siria “ha tutti i connotati di una guerra per procura”, cosa che implica la ricerca di una soluzione a livello regionale. Letta ha detto inoltre che tra gli elementi che ritardano il processo negoziale vi è anche la “vischiosità dell’opposizione siriana”, lodando la proposta russa come preferibile a tutte le alternative attualmente presenti sul tavolo.

Una polveriera caotica, un luogo di morte e oscurità umana, raccontato anche da Domenico Quirico, appena liberato dopo 5 mesi di prigionia.

“Dai suoi racconti affiora tutta la complessità del tempo in cui viviamo. Una complessità straordinaria cui abbiamo il dovere di corrispondere con scelte coraggiose e decisioni in grado di garantire sicurezza e la pace.”

A termine del suo intervento Letta ha espresso parere favorevole per le mozioni presentate dalla maggioranza proprio sulla Siria, dando invece parere contrario ai documenti presentati da M5S, Sel, Lega, Fdi.

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