Berlusconi, sale la febbre sulla decadenza e dintorni. E scende il Pil …

Mentre tutto è appeso alle sorti di Silvio Berlusconi, l’Italia reale si presenta per come è, nuda e cruda, nella tenaglia di una crisi che non allenta i suoi artigli.

Nella politica dei ricatti e dei contro ricatti – dove prevale il Pdl sul Pd ma dove nessun partito è senza macchia e senza paura – con il premier Letta fiducioso sulla tenuta del suo governo e ottimista sulla fine della crisi economica e su una prossima ripresa, i numeri restano impietosi e fotografano il permanere di un Paese in mezzo al guado.

Gli ultimi dati Istat dicono con crudezza che peggiorano le stime sul Pil, con un -0,3% sul trimestre e un -2,1% annuo, roba da far rabbrividire, in previsione di un autunno bollente e di un inverno da gelate. A rendere ancora più preoccupante il nostro quadro, è il confronto con gli altri Paesi, confronto che dimostra il passo diverso – da zoppo – dell’Italia, senza nocchiero e senza bussola.

Mentre il Pil italiano continua a calare, il Pil è cresciuto nel secondo trimestre in termini tendenziali dello 0,7% in Germania e nel Regno Unito, dello 0,6% negli Stati Uniti e in Giappone e dello 0,5% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell’1,6% negli Stati Uniti, dell’1,5% nel Regno Unito, dello 0,9% in Giappone, dello 0,5% in Germania e dello 0,3% in Francia.

Nel complesso, il Pil dei Paesi dell’area Euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2013.

Questo è il quadro. Dentro il quale i partiti della maggioranza giocano allo scaricabarile e a passarsi l’un l’altro il cerino sulla paventata crisi di governo, dove i partiti di opposizione (in primis il M5S) giocano al tanto peggio tanto meglio, dove il Colle tenta di tenere in mano un gioco che può sfuggire da un momento all’altro.

In tal caso, l’Italia potrebbe davvero uscire dall’orbita. Quanto meno da quella del buon senso e della credibilità internazionale.