Agorà: la puntata su Rai 3 dell’11 settembre in diretta su Polisblog. La decadenza di Berlusconi e la crisi economica

Ospiti in studio Serena Bortone, Giancarlo Galan, Stefania Pezzopane, Marcello Sorgi, Luigi Amicone, Peter Gomez, Ernesto Preatoni.

di andreas

10.10 La puntata si conclude con la previsione di Spiller: “In Germania vincerà la Merkel e poi sarà tutto più duro”.

10.09 Colaninno: “Non dobbiamo sforare il patto di stabilità, perché veniamo da anni di scarsa credibilità e quindi la pagheremmo in altri modi. Dobbiamo aggredire il debito pubblico, ridurre la spesa pubblica, aggredire l’evasione fiscale. Solo con l’affidabilità pagheremmo meno interessi”.

10.07 La proposta di Ferrero per non pagare il debito pubblico: “Ci dobbiamo finanziare al costo del denaro. La Banca d’Italia partecipi direttamente alle aste, non dobbiamo regalare i soldi delle nostre tasse ai grandi ricchi. Il debito pubblico è una tangente”.

10.05 Confindustria ci informa che il punto di svolta è arrivato, il Pil calerà ma meno. Federica Guidi sorride: “In Italia riusciamo a essere contenti di essere nell’area meno”.

09.59 Ed ecco che il tema economico e della decadenza di Berlusconi si incrociano. Leone del Pdl: “È grave in questa fase fare cadere il governo, ma la responsabilità sarà del Pd”. Al che Colaninno replica: “È stato Napolitano a citare direttamente Berlusconi, dicendo che le due questioni – decadenza e governo – devono restare separati. Mettere delle pregiudiziali nella giunta delle immunità vuol dire cercare di creare l’incidente”.

09.54 Guidi: “La Spagna sta iniziando un inversione di tendenza. Guardate le ore di lavoro in Italia. Ci sono troppe rigidità, troppe trattative, troppa burocrazia per poter mettere in campo qualche ora in più, qualche turno in più. Il tema della produttività è uno dei problemi strutturali”.

09.52 Federica Guidi: “Sono tra gli imprenditori che credono che si debba fare i salti mortali per tenere i suoi dipendenti. Credo che Ferrero debba riconoscere che nel costo del prodotto c’è anche il costo del lavoratore: le tasse, gli oneri contributivi. Questo è un paese massacrato dal cuneo fiscale”.

09.47 Colaninno: “È vero che c’è un crollo spaventoso ed è vero che la gente deve spendere. La politica fiscale deve rispondere, ma c’è comunque un problema di domanda aggregata, di capacità di esportare, di fare investimenti in infrastrutture. È il complesso della domanda che è crollato”.

09.44 Ferrero contro la Germania: “La Germania non ha pagato i debiti di prima e seconda guerra mondiale, non avete pagato i soldi alla Grecia che avete distrutto”. Al che Spiller, tedesco, risponde: “Se la Germania viene visto come il cattivo maestro, il punto è che nessuno voleva più prestare soldi all’Italia, o si temeva che si sarebbe arrivati a questo punto, allora ci si è messi d’accordo in Italia su certe garanzie, se non piace è altra storia. I salari: se si danno mille euro in più a ogni operaio magari va a ristorante, ma se sceglie la macchina coreana invece di quella italiana l’azienda italiana non ci guadagna. Si torna al punto della competitività”.

09.42 La parola torna a Ferrero: “Sono vent’anni che l’Italia riduce il costo del lavoro. Il risultato è che siamo in questo disastro. Il problema dell’Italia non è che il costo del lavoro è alto, è che i salari sono bassi. Che la gente non ha i soldi per consumare, non spende, non cambia la macchina, l’economia non funziona. La visione dell’economia che viene qui proposta è falsa, le aziende producono perché riescono a vendere le merci, non perché devono assumere a basso costo. Se un ristorante non vende le pizze, non assume il cameriere. È la domanda che tira l’offerta”.

09.39 Si parla di spread: la Spagna ha superato l’Italia dopo anni in cui Madrid se la passava peggio. In questo momento il mercato li considera più credibili sul debito pubblico, così si spiega in studio.

09.34 In studio c’è anche Matteo Colaninno del Pd: “In tanti dicono che la ripresa forse ci sarà, è un fatto positivo anche sulle aspettative. Ritengo che i problemi di competitività dell’Italia ci fossero anche prima di questa crisi, e quindi quando arriverà questa inversione del ciclo economico, per l’Italia in termini di occupazione la strada sarà ancora molto lunga. Il tasso di disoccupazione rimarrà elevato per molto tempo”.

09.31 Per l’ira di Ferrero, l’inviato tedesco Piller spiega: “Quelli che non vogliono lavorare devono essere licenziati, ci vuole più produttività, gli operai devono avere più voglia di lavorare”. Ferrero replica: “La produttività in Germania è migliore perché la tecnologia è più evoluta”. Piller replica a sua volta: “Un operaio che rubava è stato difeso comunque dai sindacati”.

Due altri cartelli mostrano come le cose non stiano andando poi così bene.

09.29 Antonio Leone del Pdl torna sugli argomenti di Ferrero: “Abbiamo solo bloccato la discesa, finché non inizia la ripresa… Dobbiamo fare riforme strutturali, abbattere il cuneo fiscale. Non si può dire agli imprenditori di assumere, quando un operaio che guadagna mille a un imprenditore costa tremila”. Ma Ferrero contesta queste cifre.

09.27 Un cartello mostra quali siano i segnali della crisi.

09.23 L’imprenditrice Federica Guidi: “Non vedo né il tunnel, né la crisi. Non torneremo più come prima, i treni se ne sono andati e altri paesi sono andati avanti. Abbiamo un disperato bisogno di qualche riforma strutturale. Sono anni che si dice alle piccole medie aziende di esportare, ma non è che si possa fare per magia. Prima bisogna avere un mercato all’interno, e anche all’estero non è che i competitor siano diminuiti”.

09.19 In studio anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: “Prima Monti ha spaventato, adesso Letta rassicura. In realtà il risultato è che il pil in due anni ha perso quattro punti e mezzo. Quando dicono “c’è la ripresa” non vuol dire che si torna a prima, ma che invece di continuare a scendere ci siano fermati. C’è stato un crollo della ricchezza, ma non per tutti: i Paperoni sono aumentati. Qual è il motivo del crolloo del pil italiano, non il crollo delle esportazioni. È il crollo del mercato interno, e allora il problema è che le famiglie non arrivano alla fine del mese”.

09.17 Tobias Piller, inviato del Frankfurter Allgemeine: “In Italia chi ha successo investe fuori dall’Italia. Finché non si risolvono i problemi di struttura, ci potrà essere al massimo una ripresina. Il senso di questo governo di larghe intese è fare qualche grande riforma, non solo cose col cacciavite”.

09.16 Antonio Leone del Pdl: “L’instabilità politica crea difficoltà all’uscita dalla crisi”.

09.13 Seconda parte di Agorà, si parla di crescita economica e vengono mostrate molteplici dichiarazioni tra chi vede l’uscita dal tunnel della crisi e chi invece la vede in maniera decisamente meno ottimista. In studio Antonio Leone del Pdl

09.12 Pezzopane: “Il governo non cadrà”.

09.10 Gomez: “Nessuno ha eletto questo parlamento, tutti loro dipendono dalle segreterie dei partiti. La legge elettorale che ancora non si è cambiata, è una legge che potrebbe essere incostituzionale. Un Parlamento eletto su questi basi, dove tutti sono entrati perché nominati. Davvero questi possono mettere mano alla costituzione, non vi abbiamo votati, lasciate stare la Costituzione”.

09.09 Amicone contro Di Battista (non presente, ovviamente): “Questi sono i toni dei nazisti, sono toni da camicie brune. Bisogna conoscere la storia per non tacere del fatto che un certo tipo di politica è pericolosa”.

09.06 Si parla di un Letta Bis e dei possibili Cinque Stelle che potrebbero appoggiarlo. E si torna anche sullo strano scontro tra Di Battista (M5S): “Il Pd è peggio del Pdl”. E la replica del presidente della Camera Boldrini: “Non offenda”.

09.03 Secondo Sorgi per chiudere un’era ci vuole un’intesa: “Com’è accaduto nella prima repubblica”. Ma allora dopo Berlusconi chi c’è? Risponde Galan: “Non mi pongo questo problema, la mia speranza è che si instauri in Italia un bipolarismo corretto in cui uno vince e uno perde, uno governa uno fa l’opposizione. Non si fanno atti di guerra tesi a uccidere l’avversario”.

09.01 Scontro tra una combattiva Pezzopane e il direttore di Tempi Luigi Amicone: “Come Pd avete subito il partito della magistratura”. Pezzopane: “Sono già stati dichiarati decaduti 37 amministratori locali sulla base della Legge Severino”, facendo capire che il Pdl non ha problemi con la legge Severino, ma solo con la decadenza di Berlusconi.

08.59 Un filmato mostra un Napolitano vintage che parla dell’emigrazione di massa degli Stati Uniti.

08.58 Si parla di imprenditori, start up e della scelta di andare all’estero. Per l’imprenditore Preatoni: “Mi rendo conto che l’Italia si inpoverirebbe, ma non vedo altra alternativa”.

08.50 Galan: “Nelle parole di Sorgi c’è l’essenza del problema, il Pd vuole lo scalpo di Berlusconi. Per via giudiziaria. La cosa incredibile è che ci si chiede di continuare ad appoggiare un governo con un Pd che si comporta in questo modo. Non sono quattro scalmanati che chiedono che la Legge Severino venga interpretata, sono esimi costituzionalisti”.

08.46 Scontro tra Galan e Pezzopane, che spiega come la condanna sia irrevocabile. Galan la chiama “professoressa Pezzopane”. Ancora Pezzopane: “La legge è stata votata con grande determinazione da tutti, dicendo che doveva avere effetti già dal prossimo parlamento, che è questo”.

08.43 Pezzopane: “Ieri il Pd ha ottenuto un risultato importante, non siamo mosci, anzi siamo assolutamente determinati ad andare avanti, rispettando però le regole del gioco e il diritto alla difesa. Ha ragione Sorgi, la strada è quella, ma non per rompere il governo – dovremmo saper dividere le questioni – non c’è nel programma del governo l’impunità di Berlusconi”.

08.39 Marcello Sorgi: “Per la grazia è necessario che la condanna sia accettata e che inizi a scontare la pena. Quando vediamo entrare gli avvocati di Berlusconi, vanno per ricordargli che entro il 15 ottobre Berlusconi deve dire se va ai domiciliari o ai servizi sociali. Politicamente non ci sono le condizioni perché la giunta prenda una decisione diversa dalla decadenza, perché il Pd vuole essere determinante in questa decisione, vuole lo scalpo e non vuole che lo porti Grillo. E lo vuole anche Monti, per porsi come alternativa a Berlusconi”.

08.37 Ancora Sorgi: “Uno dei risultati politici più importanti del settennato di Napolitano è stato aver messo fine al governo di Berlusconi e averlo fatto secondo le regole. Prima era stato accusato di allungare la vita a Berlusconi, durante lo scontro con Fini. A novembre non fu una caduta di Berlusconi, ma una resa”.

08.35 Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa: “Il Pd vuole votare la decadenza anche se sa che comporta la caduta del governo. Per Berlusconi l’unico interlocutore rimane Napolitano, nella speranza che in qualche modo gli sia consentito, spera, di continuare ad avere un ruolo politico”.

08.33 Replica di Crozza su Ballarò: “Un uomo che ha avuto dieci milioni di voti non si può condannare, non da solo. Si dovrebbero condannare anche gli altri dieci milioni per favoreggiamento. Ma che argomento è che non si può condannare uno perché ha 10 milioni di voti. E allora io che ho 300mila amici su Facebook?!”

08.32 Gomez: “Il fatto di avere i voti non può giustificare il fatto che rimanga in Parlamento. Se uno ammazza la moglie di quanti voti ha bisogno?”.

08.28 Amicone, direttore di Tempi: “La lotta alla corruzione non si fa con la legge; la si fa coi controlli, con l’educazione, riducendo la burocrazia. La corruzione è nella struttura che governa lo stato, se non si riforma la struttura la corruzione non la si toglie con una legge”. Gomez ha una domanda per Amicone: “Mentre aspettiamo tutte queste riforme, i ladri li mandiamo in prigione?”. Amicone replica: “Sì, ma la politica giudiziaria non può essercitata se non in quadro di politica sociale”.

08.27 La moviola di ieri ci fa vedere come la Gelmini avesse spiegato perché hanno votato la Legge Severino: “È stata votata sull’onda emotiva dei casi Lusi, Penati e del tesoriere della Lega. È stato un errore”.

08.23 Parla Peter Gomez del Fatto Quotidiano: “Berlusconi sta cercando di ottenere una grazia da Napolitano, in cambio della sua uscita di scena. Ieri in giunta c’era confusione, poi sono arrivate le parole di Napolitano e si sono dati tutta una calmata. Alfano si era preso il merito della Legge Severino, spiegando come riguardasse tutti i condannati passati in giudicato. La verità è che non c’è nessun problema di costituzionalità, lo ha spiegato lo stesso Alfano”.

08.22 Ancora Preatoni: “Ho lasciato questo paese perché un famoso avvocato mi disse che se non faccio parte di nessun partito avevo perso in partenza”.

08.20 L’imprenditore Ernesto Preatoni racconta come, secondo lui, un modo per uscire dalla crisi sia uscire dall’Euro: “L’Euro è un dogma, e finché c’è questo dogma non si esce dalla crisi. Questi sono discorsi importanti, non quelli di questa giunta che non ho capito bene cosa deve decidere”. Al che gli viene spiegato che deve decidere se Berlusconi debba restare senatore.

08.16 Giancarlo Galan spiega perché la situazione delle larghe intese sia molto delicata: “In un momento di questo genere c’è un’accelerazione assurda per mandare via Berlusconi. La sinistra ha aspettato 20 anni… La Giunta non deve fare un quarto grado di giudizio, il suo compito è dire se la Legge Severino sia applicabile in senso retroattivo e abbiamo chiesto che sia un altro ente a decidere su questo. Se la giunta vota la decadenza, c’è un’altra maggioranza e il governo non esiste più”.

08.09 Stefania Pezzopane spiega cos’è successo ieri notte: “Sulla giunta si sono fatte previsioni di tempi che non sono possibili. Ci si aspettava un voto già il 9. Le continue sollecitazioni su quando si vota può creare confusione, perché ci sono tanti passaggi. Ieri abbiamo fatto un passo avanti importante, si è deciso che il relatore facesse la proposta in modo che possa iniziare la discussione vera, ma ha chiesto che si discutesse anche sulle pregiudiziali. Il voto lo si può attendere nel giro di tre sedute sulla relazione di Augello, che probabilmente sarà bocciata, dopodiché ci sarà un nuovo relatore e si voterà sulla sua relazione. Per i primi di ottobre dovremmo esserci”.

08.06 Servizio sulla giunta delle immunità che si è riunita ieri. In cui si spiega come la giunta ieri stesse ancora lavorando su una fase preliminare: “Siamo al punto iniziale”, dice Casson. Verso il termine della giunta Stefano, presidente della giunta di Sel, spiega come la giunta si riunità giovedì pomeriggio.

08.01 La puntata è cominciata.

La puntata dell’11 settembre di Agorà in diretta su Polisblog. Ospiti in studio Giancarlo Galan, Stefania Pezzopane, Marcello Sorgi, Luigi Amicone, Peter Gomez. Titolo della puntata è “Giunta al capolinea”, l’argomento quindi è ancora una volta la decadenza di Berlusconi, si parlerà anche di crisi economica e di come l’instabilità possa compromettere la crescita.