Decadenza di Berlusconi: il Pdl spara contro il governo e il Pd

Aria di tempesta sul governo Letta. E Brunetta si dice “sicuro” della nascita di un Letta Bis sostenuto dai fuoriusciti M5S.

di andreas

Mentre si è attesa della nuova riunione della giunta chiamata a decidere della decadenza di Berlusconi, la tensione nel Popolo della Libertà continua a crescere. Il tentativo, in extremis, è di evitare che vengano respinte le pregiudiziali del relatore Augello, che mira a chiedere il parere della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Ad aprire il fuoco è stato, ieri sera, Renato Schifani, che ha avvisato: “Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare domani contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo“.

Il domani è arrivato, e dal momento che dalle parti del Partito Democratico non arrivano segnali di apertura, la parola è passata agli altri maggiorenti pidiellini. A partire da una “colomba governativa” come Alfano, ministro degli Interni nel governo Letta: “Siamo esterrefatti. Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese. Si vuole applicare retroattivamente, in fretta e furia, una norma che ormai innumerevoli giuristi, personalità neutre e di sereno giudizio, ritengono pacificamente irretroattiva. Tutto ciò è davvero incredibile oltre che insopportabile”.

Falco doc, e che negli ultimi giorni si è fatto spesso sentire, è Renato Brunetta, che mira a imputare al Pd l’eventuale crisi di governo: “Se il Partito democratico assieme ai grillini decide, già questa sera, di votare contro le pregiudiziali del relatore Augello, il Partito democratico fa decadere il governo Letta, molto semplicemente”.

Ma la parte più interessante del discorso di Brunetta riguarda la sua certezza riguardo la nascita di un Letta Bis: “Succederà certamente. Sono circa 20, si sanno già anche i nomi. Al Senato, quello che si prospetta è una maggioranza Pd, Sel, fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle”.

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