Siria, il ministro degli Esteri: “D’accordo sul piano russo per le nostre armi chimiche”

Il controllo internazionale potrebbe essere l’ultima chance per evitare un attacco statunitense.

aggiornamento 14.25. Il piano di controllo internazionale sulle armi chimiche siriane sembra procedere rapidamente. Il ministro degli Esteri siriano, Walid al Muallim, ne ha parlato oggi a Mosca: “Ieri abbiamo tenuto un round di negoziati molto fruttuosi con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov e da parte sua è stata avanzata una iniziativa riguardante le armi chimiche. Gia’ ieri sera ci siamo dichiarati d’accordo partendo dal presupposto che essa deve togliere il terreno per l’aggressione americana contro il nostro Paese”.

È pronto il piano russo per le armi chimiche siriane

La proposta della Russia di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche del regime siriano (proposta molto probabilmente elaborata assieme agli Stati Uniti nell’incontro tra Obama e Putin di venerdì al G20), sta iniziando a farsi strada. Mosca ha fatto sapere di essere pronta a presentare a tutte le parti interessate il piano per la tutela (e probabilmente conseguente distruzione) delle armi chimiche.

Ne ha parlato in conferenza stampa il ministro degli Esteri russo Lavrov, confermando anche come il piano non sia stato elaborato esclusivamente a Mosca: “La proposta di mettere le armi chimiche siriane sotto controllo internazionale non è una iniziativa solo russa, ma deriva dai nostri contatti con i colleghi americani e dalla dichiarazione fatta ieri da Kerry”.

Ieri mattina, infatti, il segretario di Stato americano Kerry aveva lanciato un nuovo ultimatum ad Assad: “L’attacco può ancora essere evitato a patto che Damasco consegni tutte le sue armi chimiche entro una settimana”. Non certo un caso che poche ore dopo queste parole in Russia abbiano elaborato il loro piano per il controllo internazionale.

Come che sia, il piano della Russia inizia a sortire i suoi effetti anche sulla Francia, visto che oggi Laurent Fabius, il ministro degli Esteri francese, ha parlato della richiesta che Parigi farà alle Nazioni Unite, in cui chiederà che la Siria renda pubblico il suo arsenale chimico. E se Kerry aveva parlato di una settimana, anche la Francia parla “risultati rapidi” come necessari per sventare l’attacco.

A questo punto è tutto nelle mani di Damasco; se riuscirà a rendere pubblico tutto il suo arsenale chimico e dimostrerà effettivamente di volerlo consegnare in tempi rapidi (ovviamente sotto la supervisione di un paese occidentale che non sia la sola Russia), allora l’attacco degli Stati Uniti potrebbe essere evitato.