Casa Ebraica: Applicare il diritto israeliano ai coloni nei territori occupati

Il partito nazionalista propone di estendere la legislazione sul lavoro in Cisgiordania. La Knesset si spacca, ma Netanyahu è d’accordo

Il partito israeliano nazionalista, Casa Ebraica, attualmente presente nella compagine di governo, ha lanciato una proposta che sta facendo molto discutere. A promuoverla con enfasi è il ministro dell’economia, Naftali Bennett (nella foto), che in sostanza propone di estendere la legislazione israeliana sul lavoro in Cisgiordania. Bennett si conferma uno degli esponenti più oltranzisti del governo Netanyahu, ha appoggiato con decisione continui piani di nuovi insediamenti colonici nei territori occupati e lo scorso giugno, a scanso di equivoci, ha dichiarato:

L’idea di uno stato palestinese ha raggiunto un punto morto. Non c’e’ stato mai tanto tempo investito in qualcosa di così privo di senso

Parole che appaiono non solo offensive, ma anche paradossali perché pronunciate da un esponente di un governo che ha deciso di tornare al tavolo del negoziato con la Palestina.

L’idea del disegno di legge sul lavoro, che ha avuto la benedizione di Netanyahu, nasce dalla protesta di alcune donne israeliane. Queste hanno perso il proprio impiego e sostengono di non aver potuto far valere i propri diritti.
La Knesset, però, si è spaccata. I rappresentanti palestinesi hanno bollato la proposta come un atto di annessione territoriale e come l’ennesimo tentativo di cancellazione della prospettiva della nascita di uno Stato palestinese indipendente. Altri, invece, hanno fatto notare che la proposta è inutile e serve solo ad alzare la tensione, visto che i coloni de facto godono già degli stessi diritti di chi vive in Israele.

Ad intervenire nel dibattito è stata anche l’organizzazione non profit israeliana, Association for Civil Rights. L’ente ha sottolineato che la Corte Suprema ha stabilito, sei anni fa, che coloni e palestinesi dovrebbero essere sottoposti alla legislazione israeliana. Dunque l’iniziativa di Casa Ebraica appare solo una mossa propagandistica.

Comunque la si pensi, il punto nodale della faccenda rimane uno solo. Non importa che la normativa israeliana, nei territori occupati, si applichi a palestinesi e israeliani oppure soltanto a questi ultimi, siamo comunque in presenza di una violazione del diritto internazionale. Perchè? Ce lo spiega in maniera molto efficace Emmanuel Gross, esperto di diritto militare dell’università di Haifa. Come riportato dal Time, Gross evidenzia che:

la Cisgiordania è sotto occupazione militare e pertanto in essa vige il diritto internazionale. Questo prevede che l’occupante non abbia il diritto di applicare le proprie leggi interne sui territori occupati

Ciò rimane valido, ovviamente, anche nel caso in cui si volesse far applicare una buona legge che tuteli i diritti delle donne sul lavoro.