Berlusconi ai domiciliari? Ecco cosa succederebbe

Ogni giorno fino a sei ore di libertà, in cui potrà tenere comizi e anche partecipare ai talk show. Ma allora di che cosa ha paura il Cavaliere?

di andreas

Mentre gli occhi di tutti sono puntati sulle decisioni che nelle prossime settimane prenderà la giunta per le elezioni e le immunità, c’è un’altra decisione importante che spetta al solo Silvio Berlusconi e che va presa entro il 15 ottobre: arresti domiciliari o servizi sociali? La cosa più probabile è che il Cavaliere opti per i domiciliari, da trascorrere nella sua villa di Arcore. Ma, a dispetto delle speranze e dei timori di molti, questo non significa che al Cavaliere sarà impedito di fare campagna elettorale, anche se la quasi certa decadenza da Senatore gli impedirà di candidarsi.

Berlusconi infatti non sarà costretto tra le quattro mura (probabilmente molte di più) della sua villa per tutto il tempo, anzi. Scrive La Stampa:

Il carcere a domicilio, cioè il massimo di afflizione ammessa dalla legge per un ultrasettantenne, concede amplissimi margini di libertà personale e addirittura di manovra politica. Impone di trascorrere tra le quattro mura, quelle prescelte dal condannato quale domicilio, un «tot» di ore molto variabile, deciso dal giudice dell’esecuzione.

Il che significa che ogni giorno il Cavaliere godrà di un arco di tempo che può variare tra le due e le sei ore di libera uscita. E in questo lasso di tempo, che cosa gli è consentito fare? Praticamente tutto, tranne incontrare altri pregiudicati e tenere “comportamenti disdicevoli”. Per il resto, piena libertà: tanto da poter tenere discorsi pubblici e poter partecipare a talk show televisivi. In poche parole, gli sarà consentito fare campagna elettorale.

A maggior ragione visto che a casa sua avrà libertà assoluta di incontrare chi più gli aggrada. E quindi organizzare vertici di partito e studiare la linea politica con gli altri dirigenti. Ma allora, perché il Cavaliere ha così tanta paura di una misura di detenzione che di fatto non bloccherebbe la sua attività politica, ma solo la possibilità di candidarsi a premier?

Le ragioni sono due: innanzitutto, nonostante la libertà di azione abbastanza ampia, il solo fatto di non potersi candidare e quindi mettere il suo nome sulla scheda potrebbe indebolire non poco il Pdl. Ma soprattutto, una volta decaduto da senatore e costretto ai domiciliari, Berlusconi non avrà più nessun riparo giudiziario da eventuali azioni di altre procure. Vale a dire che nel momento in cui una procura dovesse decidere, in seguito a qualche inchiesta, di spiccare un mandato di carcere cautelare nei confronti di Silvio Berlusconi, non ci sarà nessuno scudo che potrà fermare l’arresto. Il timore di Berlusconi, più di ogni altra cosa, è che privato dello scudo che l’essere parlamentare garantisce (e che consiste nel fatto che l’aula deve votare per consentire l’arresto) qualche “toga rossa” possa decidere di mandarlo in carcere.

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