Elezioni in Australia: vincono i conservatori di Abbott, Assange fa flop

L’Australia passa ai conservatori dopo sei anni di governo laburista. Tony Abbott ha stravinto le elezioni conquistando dunque la maggioranza in Parlamento.

L’Australia passa ai conservatori dopo sei anni di governo laburista. Tony Abbott ha stravinto le elezioni conquistando dunque la maggioranza in Parlamento. Dopo due terzi dei voti scrutinati, i conservatori della coalizione Liberal-nazionale hanno già ottenuto 85 dei 150 seggi a disposizione. Secondo le proiezioni, alla fine dello scrutinio potrebbero essere 91. I laburisti sono invece a meno di 60 deputati.

Grande flop per il partito Wikileaks di Julian Assange: non è riuscito neanche a entrare in Parlamento. Se avesse conquistato anche soltanto un seggio, avrebbe potuto porre fine al suo esilio londinese volontario. Abbott diventa dunque il 28esimo capo del governo australiano, gli passa il testimone Kevin Rudd. In totale, sono stati 14,6 milioni i cittadini australiani che hanno detto sì ai conservatori.

A remare contro i laburisti anche l’impopolare carbon tax, accusata di aver fatto gonfiare i prezzi delle bollette. Un ex premier, Bob Hawke, ha così riassunto il cambio di governo: “Questa è stata più un’elezione persa dal governo che vinta dall’opposizione”. Abbott ha 55 anni, è soprannominato mad monk, monaco pazzo, dai suoi detrattori.

E’ accusato di misoginia ed è stato protagonista di una lunga serie di gaffe. Ha vinto, però, promettendo tagli alle spese per 42 miliardi di dollari australiani. Ha detto che adotterà una linea dura contro l’immigrazione clandestina. Alle donne, ha garantito l’introduzione di un’indennità di maternità particolarmente favorevole. Infine, il Labour ha pagato le sue divisioni interne, lasciando strada agli avversari.