Berlusconi, stratagemma per la “revisione”? Si punta sulla Corte d’Appello di Brescia …

Scende in campo per ammonire Silvio Berlusconi anche l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte, ma il Cav guarda oltre i confini nazionali e, per invalidare la sentenza della Cassazione, punta adesso su Strasburgo.

Il pastore di Chieti-Vasto non ha peli sulla lingua: “Le sentenze definitive vanno rispettate, se Berlusconi ama l’Italia ora deve dimostrarlo. La richiesta di grazia? E’ tra i suoi diritti”. Quali sentenze rispettate!

Quale richiesta di grazia! Il Cav non crede più possibile “una mano” da Letta, né da Napolitano, tanto meno dal Pd. Ora si tenta l’ultima carta per allungare il brodo, addirittura invalidare la sentenza definitiva a suo carico eliminando anche di fatto la sua cancellazione dall’agibilità politica.

Ovvio che si continua a tenere Letta e il suo governo sotto tiro, con la minaccia di staccargli la spina sempre attuale, con il ricorso alle urne come estrema ratio. Il video messaggio che apre ufficialmente l’ultima battaglia, cioè una campagna elettorale al color bianco, è fatto, pronto da mandare in onda.

Il 9 settembre è arrivato, avvicinando tutti al gran finale sulle sorti di Berlusconi, alias anche quelle della maggioranza fra Pdl e Pd (compatto come non mai sul sì alla decadenza dell’ex premier) e del governo Letta. Ma nel villone di Arcore, nella diatriba fra falchi e colombe, si vagliano ancora tutte le possibili strade e, adesso, la via difensiva per Strasburgo, cioè il ricorso all’alta Corte, è tracciata, forse pensando all’unica vera possibilità d’uscita.

Scrive il Corriere della Sera: “Ancora non è arrivato in giunta. Ma Berlusconi stesso lo ha preannunciato. I suoi legali stanno ancora lavorando sui precedenti, quantomeno “assimilabili”. In attesa dell’esito di quel ricorso, Berlusconi stesso potrebbe chiedere alla giunta un rinvio, in chiave garantista. Gli assicurerebbe, secondo i tempi medi della Corte europea dei diritti umani, quasi un anno di respiro. Lo può richiedere anche prima del voto sulla decadenza”.

Ma si va oltre. Adesso Berlusconi si è fatto convincere che è possibile la “revisione” del processo Mediaset. E l’ultima “idea” è il ricorso alla corte d’Appello di Brescia che potrebbe anche bloccare la giunta sulla decadenza. Questo perché c’è il fatto nuovo delle carte svizzere su Frank Agrama mai acquisite al processo.

Agrama, che non sarebbe quel “socio occulto” nel commercio dei diritti televisivi disegnato nella sentenza Mediaset ma, come ha scritto il Giornale martedì 3 settembre pubblicando un atto giudiziario presentato come inedito, “l’intermediario ufficiale ed esclusivo tra la Paramount e molte tv europee”. Un fatto nuovo che, per lo staff legale di Berlusconi, giustifica ampiamente il ricorso a Brescia. Si ricomincia da zero?