6 NAZIONI 2009 – Mea culpa di Mallett, ma ora si cambi registro

Dopo l’imbarazzante prestazione dell’Italia a Twickenham arriva, puntuale e dovuto, il mea culpa del coach Mallett, le cui scelte si sono rivelate fallimentari. Al di là degli errori dei giocatori, che hanno un buon 65% di colpa sul figuraccia rimediata sia per errori dei singoli sia per una mancanza di gioco, è infatti la politica

Dopo l'imbarazzante prestazione dell'Italia a Twickenham arriva, puntuale e dovuto, il mea culpa del coach Mallett, le cui scelte si sono rivelate fallimentari. Al di là degli errori dei giocatori, che hanno un buon 65% di colpa sul figuraccia rimediata sia per errori dei singoli sia per una mancanza di gioco, è infatti la politica dell'allenatore sudafricano a essere chiaramente sbagliata, sia nelle scelte dei giocatori sia nella tattica applicata al gruppo. Lo ammette lui stesso, riferendosi a Mauro Bergamasco in mediana, ma omette di citare gli altri suoi errori. E ora, per non vivere un 6 Nazioni d'inferno, le opzioni sono solo due.

“Avevo detto prima della partita che la scelta di schierare Mauro Bergamasco mediano di mischia era di mia esclusiva responsabilità – ha dichiarato Mallett a fine partita -. Dopo il primo tempo Mauro era molto dispiaciuto della sua prestazione. Dopo venticinque minuti ho anche valutato l’ipotesi di sostituirlo, ma per rispetto a lui e per preservare le riserve in vista del secondo tempo ho preferito aspettare il rientro negli spogliatoi. Ripeto, si è trattato di una scelta che ho voluto fare anche in prospettiva Mondiali 2011, ma dopo quanto ho visto oggi è evidente che per Mauro è ancora troppo presto per poter giocare come mediano di mischia”.
Un mea culpa che, però, non è un cambiamento di rotta. Bergamasco ancora valido in prospettiva 2011? Dopo la partita di oggi? Capisco che sia difficile ammettere i propri errori, ma quando milioni di spettatori ne sono stati partecipi l'unica cosa da fare è chiedere scusa e cambiare. Caro Mallett si guardi questo video, grazie! Continua Mallett: “La scelta di Bergamasco in questa posizione sicuramente si è rivelata forse ancora prematura, sicuramente nei prossimi giorni, anche insieme ad Alessandro Troncon (assistente allenatore dell’Italia ed ex numero nove azzurro) valuteremo quale possa essere la scelta migliore per la Nazionale nell’immediato”. E, fatemi aggiungere, sono diverse le scelte da fare nell'immediato. Eccole:

1. Recuperare Canavosio, o, se non ce la facesse, puntare su Toniolatti e richiamare Paul Griffen in panchina. Dando così minuti ed esperienza a Giulio, che se non perfetto almeno qualcosa ha fatto vedere, e assicurandosi un ricambio d'esperienza in panchina. L'opzione Griffen è, visto anche i commenti postpartita di Mallett, quella più probabile.

2. Che recuperi o meno dall'infortunio, Andrea Marcato non è stato convincente. Se ha avuto ottimi sprazzi al piede, alla mano invece si dimostra deficitario. Non attacca mai la linea, è insicuro nei passaggi e non trasmette sicurezza ai compagni. Non è un leader (lo avevo già scritto in passato) e non ha carisma. Doti fondamentali per un'apertura internazionale. Si punti decisi su McLean, che ha dimostrato i numeri per diventare un ottimo numero 10.

3. O si rimette Masi a centro, o prova Pratichetti, o si chiama Quartaroli. Di sicuro, con ieri deve essere terminato il 6 Nazioni di Gonzalo Garcia, un giocatore che va benissimo nel nostro Super 10, ma che è impresentabile altrove. Non sa placcare, non sa attaccare la linea, non sa passare. Insomma, non sa fare nulla di ciò che viene richiesto a un centro.

4. Con McLean apertura, urge richiamare dall'Italia Seven Rubini, giovane e promettente estremo, da rischiare subito come titolare (spostando Masi a centro), o portandolo in panchina se Masi continua a numero 15. In alternativa, se non si vuole rischiare, c'è sempre Ezio Galon come ultima speranza. Se non per il futuro almeno per salvare il presente. Il Masi estremo è da voto 6-, il Masi centro potrebbe essere almeno da 7.

5. Il Robertson di ieri era titubante, pauroso e inutile. Se non dannoso. Puntare su Pratichetti e Bacchetti è d'obbligo. Ma Stanojevic è proprio così scarso? Ora che è guarito perché è fuori dal giro della nazionale? Alla prima occasione dovrò chiederlo al caro Nick, o al suo degno compare Cariat.

6. Sei, come le touche perse dall'Italia ieri. Troppe. Qui serve riprendere a lavorare sui fondamentali, sull'abc del rugby. E qui, purtroppo, non ci si può appellare alle scelte di Mallett. Qui, il problema, sono i nostri giocatori.

Insomma, parliamoci chiaramente. Le alternative per Mallett sono due. O si salva il salvabile, richiamando quei giocatori che erano stati esclusi in ottica Mondiali 2011, come Griffen e Galon, puntando sull'esperienza di giocatori maturi e utilizzati nel proprio ruolo; oppure si decide che, figuraccia per figuraccia, almeno si fa fare esperienza ai giovani, nel proprio ruolo. Quindi largo ai vari Quartaroli, Rubini, McLean, Bacchetti e Toniolatti e stop agli esperimenti da piccolo stregone.

L'alternativa? Un 6 Nazioni condito di sonore figuracce (anche perché le quattro sfidanti che ci aspettano non saranno pietose come quest'Inghilterra) e una nazionale che invece di essere famosa per le "sconfitte onorevoli" verrà ricordata per le "sconfitte imbarazzanti".