Chi sono i ribelli siriani: la mappa delle fazioni

Tre i gruppi principali che si oppongono al regime di Damasco. Dai nazionalisti laici agli estremisti islamici, per un totale di 100/140mila uomini.

di andreas

Mentre ancora si attende di capire quando e se ci sarà l’attacco americano contro la Siria, c’è un altro nodo che in molti stanno cercando di risolvere: ci si può fidare e chi sono esattamente i ribelli siriani? Interrogativi che sorgono anche da alcuni video che mostrano la brutale uccisione dei lealisti.

Sono ribelli che si sono opposti alla dittatura di Bashar al-Assad, o si tratta di estremisti religiosi che sperano solo di prendere il potere per instaurare un’altra dittatura, questa volta di stampo islamico? Per capire un po’ meglio quale sia la situazione delle forze in campo che si oppongono al regime di Damasco, proviamo a fare un po’ il punto sulle varie fazioni che combattono la guerra civile siriana scoppiata nel 2011.

I gruppi principali sono tre:

L’Esercito Siriano Libero. Il loro comandante è Salim Idriss, considerato un moderato dal senatore repubblicano John McCain, sostenitore di un intervento americano più forte a sostegno dell’opposizione ad Assad. Idriss è un ufficiale di 55 anni che ha disertato solo a luglio del 2012 e che afferma di poter contare su un esercito di 80mila uomini (più probabilmente sono attorno ai 40mila). Il suo Esercito Siriano Libero nasce in seguito alle pressioni dei paesi occidentali e del Golfo, che ne ha fatto l’ala militare dell’opposizione in esilio. Il comando dell’esercito ha sede in Turchia ed è composto da 30 membri eletti dai capi locali siriani, perlopiù disertori dell’esercito regolare. È il gruppo più moderato, quello che tiene un filo diretto con le forze occidentali. Questo vale soprattutto per la fazione comandata direttamente da Idriss (laica e nazionalista), altre fazione sono più vicine all’islamismo.

Tra gli affiliati si trovano le Brigate dei martiri della Siria (agiscono nel nord della Siria, zona di Idlib); Brigate Farouq (presenti a Homs e al confine con la Turchia); Brigata Tawhid (Aleppo e dintorni); Brigate Suqour al Sham (Idlib) e Brigata dell’Islam (attiva soprattutto a Damasco).

Il Fronte Islamico Siriano. Comandati da Abu Abdullah al Hamawi, contano una forza – secondo quanto riportato da loro stessi – di 25mila uomini. La loro è un alleanza radicale salafita nata nel dicembre 2012 e finanziata dai paesi del Golfo Persico. Sono in rotta di collisione con l’Esercito Siriano Libero, accusato di essere troppo filo-occidentale. Al loro interno c’è omogeneità religiosa e ideologica: puntano all’instaurazione della Sharia.

Il gruppo è composto fondamentalmente dal Movimento islamico Ahrar al Sham, che agisce nella Siria settentionale, a Idlib, Hama e Aleppo.

Il Fronte islamico siriano di liberazione. 35-40mila uomini comandati da Ahmed Eissa al Sheik. Anche in questo caso si tratta di un’alleanza islamica che chiede una vaga maggiore islamizzazione della società siriana. Si pongono, quindi, a metà strada tra l’Esl e il Fis. Collaborano spesso con l’Esl, con il quale hanno dato vita a operazioni congiunte.

Tra le milizie affiliate troviamo le Brigate Farouq, Brigata Tawhid, Brigate Suqour al Sham, Brigata dell’Islam (parte anche dell’Esl) alle quali si aggiungono le Brigate dei martiri della Siria (attive nella zona attorno a Idlib).

Per approfondire di più, rimandiamo a questo articolo dell’Indipendent.