Archivio Gotti Tedeschi: quando il Pdl faceva le leggi con il Vaticano

Contatti con la Cei, tramite il presidente dello Ior, per il testamento biologico e l’Ici alla chiesa

di guido

Nell’archivio dell’ex presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, archivio sequestrato dalla procura di Napoli e inviato a quella di Roma, sono contenuti migliaia di scambi, lettere e mail, che testimoniano come tra il 2009 e il 2012 (quando Gotti Tedeschi occupava la poltrona più alta dello IOR) il governo a guida Pdl avesse in Vaticano un interlocutore privilegiato a cui rivolgersi prima di fare le leggi. Testamento biologico, Ici alla Chiesa ma anche la nomina del dg Rai e le condizioni dell’appoggio al governo Monti, c’è tutto questo negli scambi ora resi di pubblico dominio e pubblicati da Repubblica.

Ici alla Chiesa. È il 2010 quando la Commissione Europea sanziona l’Italia per aver tolto l’Ici sui beni della Chiesa, giudicando la misura un aiuto di Stato inaccettabile. Gotti Tedeschi scrive pochi mesi dopo una nota per papa Benedetto XVI e per il segretario di Stato Bertone, nota nella quale spiega che Giulio Tremonti si sta adoperando per trovare una soluzione al caso, ed evitare che l’Italia debba restituire le cifre esonerate e chiedere un rimborso al Vaticano:

Ci sono tre strade percorribili: 1) Abolire le agevolazioni Ici (Tremonti non lo farà mai); 2) Difendere la normativa passata e calcolare l’aiuto di Stato dato (non è sostenibile); 3) Modificare la vecchia norma contestata dalla Commissione Europea, con una nuova norma che definisca una categoria per gli edifici religiosi e crei un criterio di classificazione della natura commerciale. La Cei accetta la nuova procedura e questo fa decadere le richieste pregresse (2005-2011) della Comunità Europea.

E infatti sarà poi esattamente quello che accadrà, ridefinizione dell’esenzione, con la distinzione tra edifici commerciali e non, e tutti contenti. Gotti Tedeschi indica anche un referente presso il ministero dell’Economia incaricato di fare da tramite tra la Cei e Tremonti: si tratta di Enrico Martino, incidentalmente nipote del cardinale Renato Martino.

Testamento biologico. Ma è ancora più sorprendente quanto accaduto per la legge sul fine vita in discussione nel 2011. Spesso si è accusato polemicamente il governo di centrodestra di fare le leggi a tavolino con il Vaticano: si pensava a un’esagerazione, e invece è proprio quello che accadeva. Lo dimostra una lettera inviata da Alfredo Mantovano, viceministro, a Gotti Tedeschi, cui chiede di fare da tramite con il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Il problema di Mantovano è che durante il passaggio in Commissione la legge sul biotestamento ha subito delle modifiche che non piacciono al governo, e il Pdl ha bisogno di “un segnale” dalla Cei per intervenire. Per questo invia a Bagnasco una nota in cui si indicano in grassetto le parti da correggere. Scrive Mantovano

Eminenza reverendissima, il testo sul testamento biologico approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera ha subito incisivi cambiamenti in pejus. Nell’appunto che segue accenno alle ragioni per le quali tali cambiamenti sono a mio avviso fortemente negativi e rischiano di trasformare una debole legge a tutela del fine vita in una legge sostanzialmente eutanasica. Ho provato a porre le obiezioni che seguono al capogruppo del mio partito alla Camera. Mi è stato detto però che quelle modifiche sono state concordate con soggetto autorevole delegato dalla Conferenza Episcopale e che, poiché le ragioni per le quali si sta provando ad approvare la legge è di venire incontro alle esigenze del mondo cattolico italiano, è strano che io critichi le modifiche stesse, quasi a voler essere pretestuosamente “più papista del Papa”. Sono convinto che ci si trovi di fronte a un equivoco che è necessario risolvere.

Insomma, già le modifiche erano state apportate con un delegato Cei, non si sa a quale titolo, ma ora Mantovano chiede a Bagnasco un ulteriore intervento per modificare le modifiche. E, nella lettera a Gotti Tedeschi, Mantovano fa anche riferimento a un precedente colloquio con Bertone.

Nomine Rai e governo Monti. Altri scambi interessanti avvengono nel 2011 quando Gotti Tedeschi fa da tramite chiedendo a Bertone di intervenire in favore della nomina di Lorenza Lei, protetta dallo stesso Bertone, a direttore generale della Rai. La nomina è in bilico perché la Lega chiede per sé la poltrona di dg. “Mi parrebbe dunque che per sostenere detta candidatura sia indispensabile interloquire con la Lega. Sono a sua disposizione”, scrive Gotti Tedeschi. Pochi giorni dopo la Lei venne nominata dg. Il 16 dicembre dello stesso anno, invece, poco dopo l’insediamento del governo Monti, Gotti Tedeschi scrive ad Alfano presentandogli tre raccomandazioni per l’appoggio all’esecutivo tecnico:

1. Cosa deve preoccuparci; 2. Come mettere sotto osservazione in modo politico e logico l’azione del governo tecnico; 3. Anticipare al governo tecnico quale modello è stato loro conferito.