Primarie Pd: Bersani vuole fermare Renzi

Spostare le primarie al 2014, per capire meglio come gestire la crisi di governo. Il rottamatore non ci sta. Ma i due potrebbero trovare un punto d’incontro.

di andreas

Non sarà un’impresa facile per l’ex segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, riuscire a mettere i bastoni tra le ruote a Matteo Renzi e ostacolare la sua corsa nelle prossime Primarie Pd. Soprattutto visti i sondaggi che decretano un vantaggio enorme per il sindaco di Firenze. Secondo, ma molto indietro, quello che si sta rapidamente trasformando nel candidato dei bersaniani: Gianni Cuperlo. Proprio per questa ragione, il piano di Bersani punta a mettere in difficoltà Renzi sul fronte delle regole e del congresso.

Il concetto è molto semplice, ed è innegabile che abbia una sua logica: che senso ha fissare un congresso che dia il via alle primarie per il segretario quando molto probabilmente per quella data il governo non ci sarà più e il Pd avrà bisogno, più che di un segretario, di un candidato premier? Visto come si sta avvicinando la crisi di governo, è difficile dare torto a Bersani.

Il 20 settembre ci sarà l’Assemblea Nazionale, che dovrebbe fissare il congresso per metà novembre per poi votare alle primarie a dicembre. Se le cose continueranno ad andare così, però, per quella data il Governo Letta non ci sarà più. E quindi, secondo Bersani, molto meglio attendere, valutare la situazione, capire quando si tornerà al voto e con che sistema. Insomma, rimandare il congresso (e le primarie) al 2014. Ipotesi che ovviamente non piace per niente a Matteo Renzi, che al contrario punta proprio sui tempi rapidi: diventare segretario a dicembre per poi andare alle elezioni attorno a marzo.

La ragione è evidente: per Renzi la segreteria è funzionale solo come taxi per Palazzo Chigi, e più tempo passa al vertice del Pd senza poter sfruttare questa cosa in ottica elettorale, più rischia di perdere il suo appeal. Al massimo, Renzi potrebbe accettare di cambiare in corsa lo scopo delle primarie: non più per il segretario (che potrebbe restare Epifani), ma direttamente per il candidato premier. Per lui è uguale, anzi, forse sarebbe anche meglio. Se il governo cadrà entro breve, e appena si capirà qual è la prima data utile per le elezioni, i due rivali potrebbero iniziare a ragionare di questa ipotesi.