6 NAZIONI 2009 – Ecco l’Italia ruolo per ruolo, chi convince e dove si dovrà soffire

Ieri Nick Mallett ha annunciato il XV che scenderà in campo sabato (ore 16, diretta tv su La7 e un liveblogging rinnovato su Rugby 1823) a Twickenham, Londra, contro l’Inghilterra. Si è subito scatenato il dibattito intorno alla scelta di schierare Mauro Bergamasco a mediano di mischia, così come alla rinuncia di Simone Favaro a

Ieri Nick Mallett ha annunciato il XV che scenderà in campo sabato (ore 16, diretta tv su La7 e un liveblogging rinnovato su Rugby 1823) a Twickenham, Londra, contro l'Inghilterra. Si è subito scatenato il dibattito intorno alla scelta di schierare Mauro Bergamasco a mediano di mischia, così come alla rinuncia di Simone Favaro a flanker per tutto il torneo. Ma come si presenta l'Italia a questo esordio del 6 Nazioni 2009? Chi sono i giocatori che scenderanno in campo e cosa dobbiamo aspettarci da loro? Qui sotto trovate le brevi schede dei 22 giocatori convocati e il mio giudizio sulle scelte di Mallett, ruolo per ruolo.

La prima linea
Salvatore Perugini (nato il 6.3.78, 55 caps) è una certezza e la migliore scelta come pilone sinistro. Sta avendo una buonissima stagione in Francia e garantisce chili e cattiveria, fondamentali contro un pack come quello inglese. Martin Castrogiovanni (nato il 21.10.81, 54 caps, 50 punti segnati) torna dopo un infortunio che lo ha tenuto lontanto otto mesi. Le sue condizioni sono incerte, ha giocato spezzoni di partita per ora, schierato a sinistra, e ha dimostrato grande volontà, ma gli mancavano fiato e tempi. Schierato a destra è comunque una certezza, anche se dubito durerà 80'. Tallonatore c'è Fabio Ongaro (nato il 23.9.77, 59 caps, 20 punti), che si giocava il posto con Ghiraldini, ma visto l'infortunio di Leo è il titolare naturale per questo match. Una prima linea con oltre 150 caps, garanzia di esperienza e qualità. In panchina ci sono Carlos Nieto (nato il 25.6.74, 31 caps) e Carlo Festuccia (nato il 20.6.80, 45 caps, 10 punti). Anche qui si punta sull'esperienza. Unico dubbio: con Martin non ancora al 100% potrebbe essere un azzardo l'aver portato un solo pilone in panchina.

Seconda linea
Scontatissime le scelte anche qui. Esperienza, esperienza, qualità e centimetri per Marco Bortolami (nato il 12.6.80, 70 caps, 35 punti), ex capitano e leader di una squadra che ha bisogno di trascinatori dopo le opache prove di novembre. Ad affiancarlo Santiago Dellapé (nato il 9.5.78, 52 caps, 15 punti) ottima seconda linea che si giocava il posto con l'infortunato Del Fava. Come per la prima linea, anche qui si garantisce tantissima esperienza e qualità, fondamentali sia in mischia sia in touche, dove l'Italia dovrà dare il meglio di sé. In panchina, invece, si punta sui giovani, con Tommaso Reato (nato il 12.5.84, 6 caps) e Jean Francois Montauriol (nato il 21.3.83, esordiente). Due scelte dettate sia dall'infortunio di Del Fava sia dalla volontà di Mallett di avere due seconde linee che possano (soprattutto Montauriol) all'occorrenza venir schierati anche in terza. Insomma, il meglio che si potesse avere, ed è un meglio di gran qualità.

Terza linea
E' e sarà uno dei ruoli che scateneranno più polemiche se le cose dovessero andare male. Escluso Simone Favaro, spostato in mediana Mauro Bergamasco, i flanker azzurri sono due giocatori di esperienza, ma probabilmente per molti non le prime scelte nel ruolo. Josh Sole (nato il 15.2.80, 33 caps, 20 punti) e Alessandro Zanni (nato il 31.1.84, 26 caps, 5 punti) sono due giocatori di assoluto valore, ma, forse, oggi non i migliori flanker in circolazione in Italia. Una scommessa, quella di Mallett, che dovrà vincere per non perdere in credibilità. Ad affiancarli, ovviamente, il capitano azzurro Sergio Parisse (nato il 12.9.83, 57 caps, 10 punti). Leader indiscusso, sta vivendo una stagione d'oro a Parigi ed è nel pieno della maturità sportiva. Dovrà non solo essere un ottimo numero 8, ma, soprattutto, riprendere in mano una squadra che a novembre sembrava essersi persa. Smalto e lucidità saranno fondamentali per dimostrare di valere i gradi di capitano e per guidare gli azzurri a un buon torneo.

Mediana
L'incognita di sabato. Se la scelta di Andrea Marcato (nato il 17.4.83, 12 caps, 57 punti) era ovvia e scontata, essendo al momento il miglior mediano d'apertura in Italia, ha sorpreso la scelta di Mauro Bergamasco (nato il 1.5.79, 69 caps, 70 punti) a mediano di mischia. Servirebbe un post intero per parlare di questa scelta, mi sono già espresso giorni fa e si è già detto di tutto e di più su questa opzione. Io credo che, per questo 6 Nazioni, sarà limitata al match di Twickenham, poi Canavosio tornerà al suo posto, ma non sarei sorpreso se in futuro Mallett la riproporrà. Perché? Semplice, perché a oggi i mediani di cui l'Italia dispone sono pochi. Picone è il migliore, ma è fragile fisicamente e si infortuna spesso; Travagli è troppo alterno nelle sue prove; Canavosio è, per me, un mediano non da nazionale; Toniolatti, come lui stesso ammette, non ha l'esperienza internazionale per essere il numero 9 azzurro (la Celtic League sarà la manna!) e Griffen e Patelli non sono considerati da Mallett. Resta, a garantire esperienza, chili e carisma Mauro. Anche perché, ultima nota a margine, una squadra di livello ha bisogno di un leader alla mediana. E Marcato, per quanto possa essere un buon giocatore, non ha l'attitudine del trascinatore. Tornando a noi, in panchina ci sono Giulio Toniolatti (nato il 11.1.84, 1 cap) e Luke McLean (nato il 29.6.87, 3 caps). Due giovani, con poca esperienza, ma che potrebbero vedere il campo, almeno nel finale di partita. L'italoaustraliano, poi, potrebbe venir schierato sia apertura sia estremo.

Centri
Altro ruolo che lascia molte più domande che risposte. La scelta, ormai definitiva, di spostare Masi estremo limita molto le scelte per Nick Mallett. L'utilizzo, con ottimi risultati, di Mirco Bergamasco all'ala, sia in nazionale sia nello Stade Français, poi, porta a una coppia di centri quasi obbligata. Gonzalo Garcia (nato il 18.2.84, 5 caps) deve dimostrare che le opache prove di novembre sono state solo un passaggio a vuoto dovuto all'età e all'emozione. Dotato di ottime mani, con una buona attitudine sia al placcaggio sia al break, Garcia potrebbe essere un punto di forza della squadra. Ma se è in giornata no, come a novembre, diventa un handicap per i trequarti, lasciando buchi pericolosissimi. Vedremo… Ad affiancarlo un'altra croce e delizia azzurra, Gonzalo Canale (nato il 11.11.82, 42 caps, 30 punti). Gonzo è un giocatore completo e può essere devastante soprattutto in attacco, come spesso dimostrato in passato e in Francia, ma è anche discontinuo, alternando prove eccelse ad altre sottotono. Il risultato azzurro passa anche da qui. Se i due Gonzalo sapranno giocare come hanno dimostrato, allora saranno un'arma per Mallett, ma non azzeccassero la giornata giusta, allora ogni contromossa della squadra potrebbe rivelarsi inutile. Sostituto è Matteo Pratichetti (nato il 27.7.85, 12 caps, 20 punti), che può giocare sia centro sia ala. Non è in un periodo di forma straordinaria, ma è uno dei giovani su cui si deve puntare. Fin da subito.

Ali
Molti speravano in una chance per Andrea Bacchetti, ma Mallett ha puntato anche qui sull'esperienza. Mirco Bergamasco (nato il 23.2.83, 56 caps, 80 punti) si è riscoperto ala in questa stagione, ma sta dimostrando sia con il club sia in azzurro di avere la potenza e la capacità tattica giusta per ricoprire al meglio questo ruolo. Dall'altra parte, invece, ci sarà Kaine Robertson (nato il 29.10.80, 35 caps, 60 punti), agile e veloce ala pura. Sarà un sabato difficilissimo per entrambi, visto l'impostazione che sembra voler dare alla partita Mallett, viste le previsioni meteo che danno pioggia o neve e visti gli avversari che si troveranno di fronte, le nostre ali saranno impegnate in un match in cui difendere e placcare alla morte sarà fondamentale. Saranno rare le occasioni di attaccare e fare male e dovranno farsi trovare sempre pronti, ma sempre senza lasciare buchi dietro.

Estremo
Dopo un 6 Nazioni ad apertura (controvoglia e con scarsi risultati) e un novembre a estremo (con più entusiasmo e risultati migliori, anche se non ottimali) ritroviamo a numero 15 il centro naturale Andrea Masi (nato il 30.3.81, 44 caps, 55 punti). Mallett lo preferisce a Luke McLean per la sua maggior fisicità e, probabilmente, per la sua maggior capacità mentale. Masi è un leader e un giocatore che sa entrare in partita fin da subito, qualità che il giovane italoaustraliano ancora non ha. McLean, poi, arriva da una stagione piena di infortuni e le sue esperienze in azzurro (come apertura ed estremo) sono state limitate da uno stato di forma carente. Due alternative comunque valide, pur con i loro pro e contro. Sicuramente Masi non dà garanzie al piede, ma per quel che riguarda la capacità difensiva e la propensione a leggere la partita, le situazioni e a contrattaccare è sicuramente uno dei migliori giocatori in circolazione.

Tirando le somme, sarà dura, durissima. Scommettere su un successo azzurro se non è da folli poco ci manca. Ma il rugby sa regalare delle sorprese, soprattutto quando tutto sembra giocare a sfavore. Della formazione che scenderà in campo sabato, però, vorrei sottolineare due soli dati. Al di là delle polemiche fastidiose riguardo a Sergio Parisse e Gonzalo Canale, sabato saranno in campo ben 10 italiani, con quattro oriundi e un equiparato. Una proporzione che non ricordo di aver visto da tempo. Il secondo dato è invece un doppio dato: 27,4 anni è l'età media del XV titolare, mentre 44,6 sono i caps medi schierati da Mallett. Si tratta di una squadra relativamente giovane, quindi, ma che ha già un'ottima esperienza internazionale. Vedremo cosa combineranno sabato!