Il Fronte Europeo per la Siria in missione a Damasco: “Solidarietà ad Assad”

Una delegazione del Fronte Europeo per la Siria è in visita a Damasco per esprimere la propria solidarietà al governo ed al Presidente siriano: tra anarchismo, comunismo e Casapound, ecco chi sono “gli amici italiani” di Assad.

Il Fronte Europeo per la Siria è un’organizzazione transnazionale nata in Italia all’inizio del 2013: espansasi in mezza Europa, dalla Grecia al Belgio, e (pare) fino al Perù, lo scopo del Fronte è di unire le forze di tutti i sostenitori europei della causa del popolo siriano.

Popolo siriano che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, appoggerebbe lo stesso regime che negli ultimi due anni e mezzo ha massacrato oltre 100mila persone in una guerra senza esclusione di colpi (da una parte e dall’altra), che ha prodotto 2 milioni di profughi fuggiti nei paesi confinanti e 4 milioni di sfollati ancora prigionieri degli orrori del conflitto.

Il Fronte Europeo per la Siria è, come si legge sulla sua pagina Facebook, un’organizzazione non politica che esprime in toto solidarietà al Presidente Bashar al-Assad ed al governo siriano, vittima del fondamentalismo prima e dell’imperialismo statunitense e russo poi, con la complicità dei media europei che avrebbero letteralmente oscurato le ragioni dello stesso Assad.

“Sappiamo di avere amici anche in Italia. Esiste una unità nella nostra storia, nello stare al fianco dei popoli che lottano per la propria sovranità. So che esiste una differenza tra i popoli occidentali e i loro governi.”

Con queste parole il primo ministro siriano Wael al-Halqui ha accolto la delegazione italiana del Fronte Europeo per la Siria, ricevuta presso la sede del Parlamento di Damasco il 31 agosto scorso; membri della delegazione sono Ouday “Soso” Ramadan, ex dirigente toscano del Partito dei Comunisti Italiani e molto attivo proprio nell’esprimere la propria solidarietà ad Assad (un po’ l’ideologo del Fronte); Giuseppe “Joe” Fallisi, anarchico e tenore italiano, ex sostenitore del progetto politico pugliese di Nichi Vendola e partecipante alla prima Freedom Flottilla, Fallisi ha collaborato anche con Vittorio Arrigoni (grazie alle cui segnalazioni impedì allo stesso anarchico di partecipare alla seconda missione); Fernando Rossi, ex senatore PdCI (assurto alle cronache per aver contribuito alla caduta del governo Prodi2); Cristiano Pierro, appartenente a “Stato e Potenza” (gruppo di estrazione “socialista” spesso organizzatore di manifestazioni pro Assad e più volte invitato a Damasco dal regime baathista); il gruppo sarebbe in ottimi rapporti anche con i governi di Corea del Nord ed Iran nonchè con numerosi altri movimenti di estrazione stalinista.

Ma non si tratta di una delegazione esclusivamente “rossa” quella che si trova a Damasco: altri delegati sono Davide di Stefano di Casapound, “Fascista del III Millennio”, ex leader del Blocco Studentesco ed ex candidato alle elezioni politiche del 2013 e Giovanni Feola, anch’egli ex candidato di Casapound alle amministrative a Roma.

“Abbiamo stretto legami con le varie comunità siriane e prodotto vari articoli e video per monitorare e diffondere la grave situazione che ha colpito e colpisce il popolo siriano in questa barbara guerra mossa entro i suoi confini dalla comunità internazionale.”

Le testimonianze portate dalla delegazione del Fronte Europeo per la Siria raccontano un paese (o meglio una città, Damasco) che “potrebbe tranquillamente essere scambiata per una caotica capitale mediorientale o mediterannea” se non fosse per il sottofondo di colpi di mortaio, raccontando la vita di un popolo che “scorre tranquilla” stringendosi attorno al suo Presidente, la cui leadership non verrebbe messa in discussione.

La delegazione del fronte ha così incontato il Primo Ministro al-Halqui, il viceministro degli Esteri Faisal Mekdad, visitato il Parlamento e l’ospedale militare 621, trasmettendo grazie a Radio Bandiera Nera la cronaca e i commenti della missione internazionale.

In Italia il Fronte ha tentato di organizzare numerose volte manifestazioni di solidarietà con il Presidente Assad, raccolte fondi, conferenze, tutte volte a dimostrare come le vittime della Primavera Siriana del febbraio 2011, trasformatasi in una guerra civile dagli schieramenti foschi, siano in verità i sanguinari carnefici; una tesi che non convince, sopratutto chi studia, legge, analizza quel conflitto, nel totale silenzio mediatico occidentale, da oltre due anni.

Ma non è tutto: la solidarietà ad Assad è stata espressa anche da Marco Rizzo, segretario di Csp-Partito Comunista, su Twitter:

Una guerra che, fuori dai confini siriani, si riduce per l’ennesima volta ad una battaglia ideologica contro “l’imperialismo” ma che dimentica che allo stesso “imperialismo” la polveriera siriana non fa comodo: la exit-strategy dal costo miliardario dall’Afghanistan, gli innumerevoli problemi in Iraq, la vicinanza con Israele, la crisi con Hezbollah (che governa il Libano, al centro del Mediterraneo), la poca appetibilità del territorio siriano e i rischi internazionali connessi ad un eventuale intervento in Siria da parte degli Stati Uniti hanno fatto si, fino ad oggi, che di quella guerra non si parlasse, dimenticata tra le carte della diplomazia che ha fatto troppo poco.

Una battaglia, quella del Fronte Europeo per la Siria, che unisce il fascismo del terzo millennio con il comunismo del terzo millennio, in un connubio che mostra il vuoto ideologico e politico di una “lotta all’imperialismo” che non significa niente: esprimere solidarietà ad Assad è, di questi tempi, una inutile provocazione che non aiuta a comprendere pienamente quel conflitto, che annebbia le menti di coloro i quali cominciano ad informarsi solo oggi di quella guerra, che disinforma e trascina il mondo nel solito dualismo dal sapor di Guerra Fredda.

Il possibile, o probabile, attacco alla Siria sarebbe una sciagura per l’umanità, sotto tutti i punti di vista: andrebbe contestata per quello che è, non per ciò che si vorrebbe immaginare che fosse.

Foto | Fronte Europeo per la Siria

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