NoDalMolin entrano nella base Usa per protestare contro la guerra in Siria. (Video)

I militanti del comitato NoDalMolin , armati di cesoie, entrano nella base militare Usa di Vicenza e appendono uno striscione di protesta

Duecento attivisti del comitato NoDalMolin oggi, a mezzogiorno, sono entrati all’interno della nuova base militare degli Stati Uniti presente sul loro territorio. Armati di cesoie hanno tagliato centinaia di metri di recinzione e filo spinato ed hanno lasciato, nel cuore della 173° Brigata Aerotrasportata di stanza a Vicenza, uno striscione su cui era scritto “Stop war in Siria” e alcune bandiere con il simbolo del movimento che si oppone alla militarizzazione della città berica.

L’iniziativa si inserisce in una campagna promossa dal Presidio permanente NoDalMolin, intitolata “Vicenza libera dalle servitù militari”, che sta riscuotendo molto interesse e partecipazione. Il capoluogo veneto, infatti, si è da sempre dimostrato molto critico riguardo ad un progetto che lo vede trasformarsi in un punto strategico per Washington, dove dare il via ad operazioni militari in Medio Oriente e in Africa.

Ovviamente l’atto di disobbedienza di oggi, non poteva non tener conto dell’incipiente “guerra umanitaria” in Siria, che l’amministrazione Obama sembra ormai decisa ad intraprendere. Così, mentre il ministro della Difesa, Mario Mauro, e quello delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, aderiscono alla giornata di digiuno indetta dal Papa, i NoDalMolin fanno sapere che tali prese di posizione appaiono ipocrite e di facciata perché:

l’Italia è – volente o nolente -ancora una volta in prima linea, grazie alle basi militari che ospita e che sono regolate da accordi segreti stipulati nel 1954 nei quali, di fatto, si concede carta bianca all’esercito nordamericano

Sottolineiamo che nell’azione di oggi, ancora una volta, “le armi” usate dagli attivisti sono state le cesoie, strumento diventato ormai simbolo del movimento (come in Val Susa).
A tale proposito, ricordiamo che la pratica del taglio delle reti è stata impiegata ripetutamente dai militanti vicentini: centinaia di metri di recinzione della base Fontega e di Site Pluto (per ben due volte) sono caduti negli ultimi mesi.
Se poi a questo si aggiunge la violazione (dello scorso 9 agosto) della base di Niscemi, in Sicilia, da parte del movimento NoMous, allora si dovrà prendere atto dell’insorgere di forme di resistenza, da parte delle comunità locali, ovunque ci sia un progetto di militarizzazione del territorio in Italia; nonostante il silenzio o la disinformazione messa in atto dai media mainstream e dalla politica istituzionale.

Il comitato vicentino ha annunciato che sabato tornerà in piazza nella città berica per il Festival NoDalMolin e per una nuova manifestazione, che raggiungerà ancora una volta la zona militarizzata.