Spagna: L’età minima del consenso sessuale passerà da 13 a 16 anni

La Spagna è vicina alla riforma sull’innalzamento dell’età minima per avere un rapporto sessuale consensuale. Ci sono, però, ancora degli aspetti da chiarire

Il consiglio dei ministri spagnolo sta per presentare un progetto di riforma del codice penale al Parlamento, che prevede l’innalzamento dell’età minima richiesta per il consenso sessuale. Tale decisione, rinviata a lungo, dispone la liceità di un rapporto sessuale tra un adulto e un minore solo nel caso in cui quest’ultimo abbia compiuto 16 anni, e non più 13 come attualmente prescrive la legge.

Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo aveva già sollecitato il Paese a presentare una riforma che andasse in questa direzione. Ricordiamo che la Spagna, fino ad oggi, è rimasta, in occidente, la nazione con il limite di età più basso inerente al consenso sessuale, dopo Città del Vaticano (12 anni). Se la riforma sarà approvata, un adulto che fa sesso con un ragazzo o una ragazza al di sotto dei 16 anni (anche se consenziente) riceverà una condanna da due a sei anni di carcere per “atti di carattere sessuale”, da 8 a 12 anni se il rapporto sessuale è vaginale, anale o orale e fino a 15 anni se è riscontrata un’aggravante violenta.

Tutto questo, però, lascia in sospeso una questione non da poco, che rischia di dare adito ad un guazzabuglio procedurale. Cosa succede quando ci troviamo in situazioni liminari? La nuova legge sarebbe cogente anche nel caso in cui un rapporto sessuale fosse stato consumato tra un ragazzo/a e che ha appena compiuto la maggiore età e un ragazzo/a (consenziente) tra i 14-15 anni che ha dato lo sviluppo? Un ragazzo di 18 anni, che avesse fatto sesso con una ragazza di 15, dovrebbe prendersi 12 anni di carcere se denunciato dal padre della minore?

Per risolvere la questione, il governo presieduto da Mariano Rajoy, pare stia elaborando un articolo ad hoc (art. 184) da inserire nel testo della nuova legge.
Secondo il quotidiano El Pais, però, quanto contemplato in questa “aggiunta” alla norma potrebbe determinare un’ulteriore situazione di confusione. Nell’articolo, infatti, è previsto che non sarà considerato reato avere un rapporto sessuale con un minore, solo nel caso in cui “l’adulto è una persona vicina all’età della vittima, al suo livello di sviluppo e di maturità”. Ciò in linea di massima non fa una grinza, peccato che il testo non specifichi cosa voglia dire esattamente “vicino all’età” e “livello di maturità”.

Questa indeterminatezza pone tutte le premesse per il crearsi di una situazione molto rischiosa: l’interpretazione della norma in ogni singolo caso del genere potrebbe essere a discrezione del giudice.
C’è da augurarsi, dunque, che il governo spagnolo risolva al più presto la questione. Una legge deve sempre avere carattere astratto e generale e non può affidarsi ad una così larga interpretazione del singolo giudice. Misure severe contro la pedofilia e per la tutela dei minori erano attese da tempo in Spagna, ma ciò non deve giustificare norme che possano predisporre un “clima da caccia alle streghe”, anche perché a farne le spese sarebbero tutti, minori compresi.