Movimento 5 Stelle: i dissidenti all’attacco di Beppe Grillo

Far votare gli attivisti su determinate proposte e prendere in considerazione le possibili alternative alla strategia del leader. I ribelli pentastellati si rimettono in marcia.

di andreas

Nel Movimento 5 Stelle le acque restano agitate. E dopo le tensioni che si sono viste nella riunione in streaming di ieri la cosa non stupisce affatto. Il pomo della discordia è sempre lo stesso, quello che – fatta eccezione per la questione diaria – dividenti il M5S tra dissidenti e talebani fin dai primi giorni in Parlamento: si devono o non si devono fare accordi con gli altri partiti?

Questione che diventa ancora più complessa nel momento in cui di mezzo c’è la possibilità di cambiare una legge elettorale, il Porcellum, che è sempre stato visto malissimo da Beppe Grillo e dai suoi. E quindi: o si approfitta della crisi di Governo per appoggiare un Letta Bis anche al solo scopo di cambiare legge elettorale, oppure si torna al voto sapendo che non si è fatto tutto il possibile per cambiare le regole (al che sorge il sospetto che nel MoVimento si siano resi conto che – potendo aspirare a essere primo partito e avere quindi il premio di maggioranza – il Porcellum non è poi così male).

È stata questa la vera questione sulla quale i senatori pentastellati si sono scontrati. E sulla quale oggi due dissidenti tornano ad attaccare il loro leader. Inizia Francesco Campanella su Repubblica, che critica la “strategia” di Grillo (elezioni, vittoria, tutti a casa): “E se votando questa legge ci fosse un risultato analogo a quello dell’inverno scorso? Se non fosse possibile un governo monocolore? Ho lavorato molto accanto a programmatori informatici, l’opzione ‘e se’ va sempre contemplata”.

In effetti, pensare a una situazione in cui fosse il M5S a inseguire il Pd per poter mettere in piedi un governo non è da escludere. Fosse il M5S a prendere il premio di maggioranza alla Camera, o il Pd o il Pdl, oggi come oggi al Senato non ci sarebbe nessuna maggioranza. E a quel punto non si può non fare alcune alleanza. Una via d’uscita, secondo i dissidenti, è cambiare questa pessima legge elettorale prima di tornare alle urne.

Sulla stessa linea d’onda di Campanella è una voce fuori dal coro pentastellato ormai da parecchio tempo, Lorenzo Battista, che a Giornalettismo dice: “Mi sembra condivisibile l’analisi di Enrico Cappelletti che ho sentito. Quella di far votare gli iscritti su determinate proposte. Quello dovrebbe essere il MoVimento. Un sondaggio on line si può fare no? L’abbiamo usato solo per espellere le persone. I commenti si possono fare anche sulle pagine Facebook, ma per andar al voto o no non non si dovrebbe usare un post sul blog, ma una consultazione tra tutti gli attivisti”.

Una posizione intermedia: non più scontri tra falchi e colombe, ma un M5S in grado di fare quadrato attorno alle decisioni prese dagli attivisti sui temi più divisivi e più facilmente comprensibili anche ai non addetti ai lavori (non sarebbe immaginabile un sondaggio online per trovare le coperture per cancellare l’Imu).