L’interdizione a Berlusconi in arrivo a ottobre?

La pena accessoria potrebbe essere ricalcolata più rapidamente del previsto. E per il Cavaliere resterebbero ben poche vie di fuga.

di andreas

Brutte notizie per Silvio Berlusconi: la strenua battaglia sua e del Pdl tutto per guadagnare più tempo possibile prima che si arrivi alla decadenza da senatore e all’incandidabilità potrebbe essere del tutto inutile. Inutile fare ricorso alla Corte Costituzionale affinché giudichi la Legge Severino; inutile anche fare ricorso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Perché?

Il fatto è che rinviare la decadenza il più in là possibile non servirà a nulla nel momento in cui scatterà l’interdizione dai pubblici uffici. E che scatti è cosa scontata, visto che nella sentenza sul Processo Mediaset i giudici hanno solo chiesto che venga ricalcolata. Resta però da vedere quanto sarà lunga la pena accessoria che impedirà al Cavaliere qualunque forma di attività politica (esattamente come la decadenza e incandidabilità), ma si parla di una pena tra gli uno e i tre anni. C’è di più, però, perché l’interdizione potrebbe scattare prima del previsto, togliendo al Cavaliere quegli spazi di manovra che ancora va cercando. Scrive Il Giornale:

Mentre i tempi per la decadenza di Berlusconi dal Parlamento in base alla legge Severino si annunciano lunghi, ben più rapido si avvia ad essere l’iter del passaggio in giudicato della pena accessoria per ordine della magistratura. (…) Fisicamente, il fascicolo con la sentenza della Cassazione non è ancora tornato a Milano da Roma. Ma ormai è questione di giorni. Poi il malloppo arriverà alla Corte d’appello milanese. (…) Nessuna corsia preferenziale, garantiscono a Milano. Ma è evidente che uno spazio bianco nella loro agenda, vista la rapidità con cui si preparano a sbrigare la pratica, i giudici milanesi lo troveranno presto. (…) Che i nuovi giudici confermino l’interdizione dai pubblici uffici, viste anche le motivazioni della sentenza della Cassazione, è praticamente scontato.

Date, Il Giornale, non ne dà. Ma da più parti si sottolinea come a questo punto l’interdizione potrebbe scattare tra fine settembre e inizio ottobre. Quindi, il Cavaliere non ha più chance? Non è proprio così, come sempre in questi casi qualche spiraglio si trova. L’incognita principale riguarda il voto: il Senato infatti dovrà esprimersi a voto segreto per avallare l’interdizione. Sulla carta la maggioranza antiberlusconiana è più che solida, ma in periodo di larghe intese non si sa mai e Felice Casson del Pd ha già lanciato l’allarme.

La seconda ipotesi riguarda la grazia: si parla sempre della possibilità (remota) che Napolitano conceda la grazia a Berlusconi, molto meno si parla della possibilità (meno remota?) che il Capo dello Stato decida di graziare Berlusconi solo per quanto riguarda la pena accessoria (l’interdizione, appunto), permettendogli di fare attività politica pur in presenza di una condanna definitiva. Ma in verità, l’unica cosa che Berlusconi si augura e che ha maggiori probabilità di avverarsi è che la pena accessoria sia leggera, che per esempio gli venga affibbiato un solo anno di interdizione. In questo modo, basterebbe tenere in vita il Governo Letta e il tutto passerebbe senza che neanche gli italiani se ne accorgano.

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