Primarie Pd: i candidati

Matteo Renzi, Pippo Civati, Gianni Pittella, Gianni Cuperlo. Questi i nomi in lizza per la segreteria del Partito Democratico.

di andreas

Queste Primarie Pd, che a meno di sconvolgimenti governativi saranno per la segreteria di partito, rischiano di essere un voto plebiscitario come fu per Walter Veltroni nel 2007, eletto segretario con il 75% dei voti. Il Veltroni di oggi, ovviamente, è Matteo Renzi. Che da outsider di lusso in grado di mettere in seria difficoltà il segretario Bersani nelle ultime primarie del centrosinistra per la candidatura a premier, ribalta la situazione e si trova a essere non solo il candidato di punta, ma addirittura il candidato dell’establishment del Partito Democratico, visto in quanti stanno salendo sul carro del (presunto) vincitore. Ma chi sono i candidati del Pd?

Matteo Renzi. Dopo la corsa persa contro Bersani, per ottenere la candidatura a premier per il centrosinistra, Renzi ha continuato a lavorare senza interruzione alla sua rivincita. La nascita del governo di larghe intese e l’addio di Bersani alla segreteria con conseguente nuove primarie per la leadership di partito da organizzare, l’hanno messo in una situazione scomoda: aspettare le nuove primarie per il candidato premier con il rischio di trovarsi di nuovo contro tutto l’apparato, o candidarsi per la segreteria con il rischio di diventare lui parte dell’apparato e così trovarsi contro i suoi stessi elettori? La decisione, ormai è chiaro, è stata la seconda. Ancora è presto per parlare del programma di Matteo Renzi, che ancora non si vede, ma si sa che la sua idea di Pd prevede la cancellazione delle correnti, la trasformazione in senso federalista per ridare vita a quel “partito dei sindaci” di cui da tempo si parla.

Pippo Civati. Quella di Pippo Civati è la candidatura maggiormente anti-renziana: non tanto perché i due abbiano idee così diverse, ma al contrario proprio perché parte del potenziale elettorato di Renzi e di Civati si sovrappone. D’altra parte l’ex consigliere regionale della Lombardia (classe 1975, come Renzi) aveva dato vita ai rottamatori assieme al sindaco di Firenze, salvo dissociarsi una volta capito che in quello show c’era spazio per un uomo solo. Se la rottamazione li unisce, la provenienza politica li divide visto che Civati – pur non avendo mai fatto parte del Pci per motivi anagrafici – è di stretta provenienza Ds. La sua candidatura giunge nel momento in cui il deputato Pd ha raggiunto la sua massima popolarità, soprattutto grazie al ruolo di voce critica, ipercritica, che ha assunto all’interno del Pd: contro il voto a un Napolitano Bis e contro le larghe intese. Se Renzi punta ai delusi del Pdl e del M5S, Civati punta in primis ai delusi del Pd.

Gianni Cuperlo. Il suo programma è online da qualche giorno, ma finora più che di quello si è parlato di come Cuperlo sia diventato il candidato dell’ortodossia dei Ds. Il candidato anti-Renzi che Bersani è andato lungo tempo cercando non è saltato fuori, e l’idea di sostituire Cuperlo con il più noto Stefano Fassina non ha funzionato. E così, controvoglia, D’Alema, Bersani, Fassina e i suoi giovani turchi si sono allineati alla candidatura del deputato classe 1961. Le sue chance al momento sono prossime allo zero, ma quando sarà più chiaro che è la sua la candidatura dell’apparato ex Ds le sue percentuali aumenteranno drasticamente (difficile però che possa vincere). Su Cuperlo quindi si concentra la novità assoluta, e non positiva per lui, della prima volta in cui la sinistra del Pd (gli ex Ds) si trova a essere minoranza.

Gianni Pittella. Outsider assoluto di questa corsa è Gianni Pittella, classe 1959. La sua scarsa notorietà è anche causata dal suo essere sempre stato attivo in ambito europeo – per vocazione, pare – tanto che al momento il suo ruolo è di vicepresidente del Parlamento Europeo. Nato a Lauria, provincia di Potenza in Basilicata, fa dell’antimafia il suo cavallo di battaglia, tanto che al momento è impegnato in un tour della legalità che attraversa tutto il sud (dal primo all’8 settembre sarà a Palermo, Bari, Napoli, Caserta, Reggio Calabria). Spiega sul suo sito:

Un tour per la legalità che ripercorre le rotte del crimine organizzato: da Palermo a Napoli, dalla Calabria alla Puglia fino a Milano, cuore della finanza nazionale. Un tour che inizierà domenica primo settembre fino all’otto per ribadire che un partito non vive di sole tessere o regole ma di idee e progetti per la nazione. Un tour per riportare la questione meridionale al centro dell’azione del Pd per far sì che il sud e i suoi figli possano finalmente uscire dalle pagine della cronaca nera per imporsi tra quelle dello sviluppo, del merito, del benessere.

Unico candidato proveniente dal sud Italia, mira chiaramente a raggiungere in quell’area i suoi consensi. Ma per il momento attorno a lui non si sta raggruppando nessuna area del Partito Democratico.