“Grazie Papi”: il film a luci rosse di Tinto Brass su Berlusconi (che non uscirà mai)

“Non me l’hanno lasciato fare”. Per il momento, niente film su Ruby, il Bunga Bunga e le “cene eleganti” del Cavaliere. Ma chi gliel’ha impedito?

di andreas

I poteri occulti hanno fermato Tinto Brass dal portare a compimento il suo nuovo progetto: “Grazie Papi”. Un film su Silvio Berlusconi, il Bunga Bunga, i festini di Arcore e con protagoniste (forse) le stesse ragazze che animavano quelle notti (“cene eleganti” secondo il Cavaliere, “sistema prostitutivo” secondo l’accusa che ha ottenuto la condanna in primo grado nel Processo Ruby).

Ne ha parlato proprio Tinto Brass, che in questi giorni si trova a Venezia in occasione della proiezione di un documentario che narra le sue gesta – “Istintobrass” – firmato da Massimiliano Zanin, per un decennio suo principale collaboratore. “Avrei voluto fare un film su Berlusconi. Ci ho provato. Doveva chiamarsi ‘Grazie papi’, ma non me l’hanno lasciato fare“, queste le parole del maestro italiano del genere erotico, ormai ottantenne.

Ma chi gliel’ha impedito? Quali sono questi poteri occulti (visto che non esplicitati)? Tinto Brass non si sbilancia, e quindi si può pensare che sia stato lo stesso Cavaliere a muoversi in prima persona per impedire che il progetto andasse in porto. O, più probabilmente, che siano state le stesse istituzione politico-giudiziarie a bloccare sul nascere un progetto che avrebbe avuto come tema portante un argomento che è ancora materia di processo.

E però rimane la curiosità sul film. Anche perché – essendo la questione Ruby e Bunga Bunga, nel bene e nel male, una di quelle che maggiormente ha appassionato gli italiani negli ultimi anni – è sicuro che sarebbe stato un successone che avrebbe riportato Tinto Brass (ormai sul finire della sua carriera) agli onori della cronaca. E invece non se ne farà nulla, almeno finché il Processo Ruby non sarà giunto a conclusione.

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