Egitto: nominati 50 esperti che riscriveranno la Costituzione

Saranno 60 i giorni a disposizione per presentare a Mansour la versione finale della nuova Costituzione. A quel punto, il presidente avrà un altro mese di tempo per annunciare la data del referendum popolare che dovrà approvare definitivamente il testo

Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha nominato ieri i 50 esperti che avranno il gravoso compito di riscrivere la Costituzione dell’Egitto. L’ultimo testo era stato redatto dal governo islamista un anno fa e approvato con un referendum popolare che, però, aveva avuto una scarsa affluenza. All’interno della Costituzione, secondo gli oppositori dei Fratelli Musulmani, c’erano troppi articoli che parevano voler escludere le voci critiche dalla gestione del Paese. In primis, l’articolo che assegnava all’ex presidente Morsi, poi deposto, poteri quasi assoluti, attraverso l’annullamento dell’autorità e il controllo della magistratura.

Nel mirino degli oppositori della Fratellanza anche diverse norme che andavano a colpire i diritti delle donne e delle minoranze, nel tentativo di trasformare l’Egitto in un Paese sotto il completo e rigido controllo della legge islamica. Da qui, la necessità per Mansour di nominare al più presto il gruppo di esperti che dovrà cancellare anche dagli scritti la presenza dei Fratelli Musulmani, i cui vertici sono stati arrestati nelle settimane scorse.

Sono per lo più laici gli esperti nominati. Pochissimi gli esponenti islamisti, anche per la decisione dei Fratelli Musulmani di non prendere parte al processo di transizione. Partecipano i salafiti del partito al-Nour, in precedenza alleati di Morsi, così come rappresentanti di al-Azhar, la principale autorità sunnita del Paese. Saranno 60 i giorni a disposizione per presentare a Mansour la versione finale della nuova Costituzione. A quel punto, il presidente avrà un altro mese di tempo per annunciare la data del referendum popolare che dovrà approvare definitivamente il testo.

Ieri, intanto, è proseguito il processo contro i leader della Fratellanza: il procuratore egiziano ha rinviato a giudizio Morsi e altri 14 esponenti del movimento, accusati di aver commesso atti di violenza e di aver incitato all’omicidio, durante la repressione per le manifestazioni di piazza. In particolare, nel mirino della magistratura c’è l’uccisione di almeno dieci manifestanti, lo scorso dicembre, di fronte al palazzo presidenziale del Cairo. Su Morsi pesano anche le accuse di evasione, omicidio e spionaggio.