Ore 12 – Monti “traballa”? Colpa dei partiti … “inutili”

Mario Monti e il suo governo non sono finiti. Ma premier ed esecutivo sono entrati nella spirale del logoramento. Le mediazioni infinite (e con pochi risultati) logorano chi le fa. Basta questo per prevedere o auspicare la caduta a breve del governo “tecnico”, andare in autunno al voto anticipato, ridare la palla ai partiti? Con

Mario Monti e il suo governo non sono finiti. Ma premier ed esecutivo sono entrati nella spirale del logoramento.

Le mediazioni infinite (e con pochi risultati) logorano chi le fa. Basta questo per prevedere o auspicare la caduta a breve del governo “tecnico”, andare in autunno al voto anticipato, ridare la palla ai partiti?

Con tutti i limiti e le contraddizioni, Monti resta ancora oggi la carta che permette all’Italia di giocare da protagonista la partita in Europa e nel mondo. A dirla tutta, resta l’unica carta credibile a livello internazionale e l’unica personalità (insieme al presidente Napolitano) in grado di evitare la degenerazione della crisi italiana, non solo quella economica.

Il Financial Times nutre dubbi sulla possibilità di Monti nel risolvere gli intricati nodi del Belpaese. Ma il “supporto” di Obama al premier italiano la dice lunga su cosa davvero pensano Oltre Oceano. E, si sa, ancora quel che dice e fa la Nuova frontiera, incide nel mondo. Italia compresa.

Ma da noi le cose ancora non girano. Perché il motore è imballato e le ruote non fanno avanzare la macchina?

Il tallone d’Achille sta nei partiti, nel loro procedere solo in funzione di se stessi e dei propri interessi. Anche agitare la clava delle elezioni anticipate altro non dimostra se non lo stato di “inutilità” dei partiti e delle attuali leadership. I partiti minacciano le elezioni ma sanno bene che dalle urne ne sarebbero travolti. Non solo per la presenza di Beppe Grillo. Allora?

L’agitazione delle forze politiche serve solo a battere il colpo, come dire: ci siamo ancora. Fa innervosire il Premier, blocca l’azione del governo, lascia ancora di più gli italiani con l’amaro in bocca. E con le tasche vuote.