Atene: Candidato sindaco di Alba Dorata è al 20% secondo i sondaggi

Il candidato di Alba Dorata è dato dai sondaggi al 20% per le comunali di Atene .Giornali e altri partiti tentano di sminuire, ma non è detto che la formazione neonazista non possa giocarsi le sue carte per la poltrona di sindaco della capitale

Forse sarebbe ora che la Banca Centrale Europea e il Cancelliere di Germania, Angela Merkel, che è andata in visita a Dachau proprio il mese scorso, incominciassero ad interrogarsi sulle conseguenze che stanno producendo le politiche di austerity in Europa.
Un segnale allarmante arriva dalla Grecia: Ilias Kassiriadis, esponente del partito neonazista Alba Dorata, si attesta al 20% di consensi nei sondaggi per le elezioni alla carica di sindaco di Atene del prossimo maggio.

Il partito razzista ormai è diventato una realtà nella politica ellenica e un punto di riferimento per molti che si trovano in condizioni di forte disagio sociale. Da quando è entrato in parlamento (l’anno scorso), si è contraddistinto per alcune iniziative inquietanti: raccolta di sangue e di alimenti per soli cittadini “puri” greci, ronde contro gli immigrati, azioni intimidatorie, tentativi di aggressioni fisiche verso esponenti politici (ricordiamo quella al sindaco di Atene in carica Giorgos Kaminis). Ovviamente, oltre ad una biopolitica imperniata sul capro espiatorio straniero, ha sbandierato una politica economica anti-euro e ultra nazionalista.

Preso atto del rischio che la capitale del Paese dell’eurozona più colpito dalla crisi possa essere governata da Alba Dorata, appaiono quasi ridicole le affermazioni della Merkel di qualche giorno fa. Questa ha dichiarato che la Gracia non sarebbe dovuta entrare nell’euro e che la responsabilità di tale scelta va attribuita all’ex Cancelliere socialdemocratico Schroeder.
Merkel sembra cadere dalle nuvole quando evidenzia gli errori strutturali nella costruzione dell’euro, come se non vi avesse contribuito e non avesse messo successivamente in campo politiche molto discutibili. Rimarchiamo che le errate valutazioni sull’ingesso della Grecia nell’euro riguardano anche il nostro paese, basti ricordare che Mario Monti, con proverbiale aplomb bocconiano, individuò, nel 2011, la Grecia come paradigma di una nuova cultura di stabilità generata dalla moneta unica.

Tornando al fenomeno Alba Dorata, appaino del tutto insufficienti i richiami Ue per contenere le uscite razziste del partito, non è di certo così che si contiene un fenomeno sociale di tale portata.
D’altro canto, i giornali e le varie formazioni politiche greche continuano a sminuire la forza del partito di estrema destra, ma questo atteggiamento non ha di certo favorito un decremento di popolarità di Alba Dorata. In molti credono che quel 20%, attribuito a Kassiriadis, sia stato calcolato a ribasso. La verità è che se non ci saranno interventi economici seri dall’interno ma soprattutto da parte della Ue, l’ipotesi che un candidato di Alba Dorata possa diventare sindaco della capitale greca non è affatto peregrina e questo a Bruxell dovrebbero saperlo.

Dobbiamo anche tener presente che se il primo cittadino di Atene, culla della democrazia, dovesse diventare un esponente di una forza neonazista, ciò avrebbe ricadute pericolose anche sul panorama politico europeo, dove una certa sottocultura fascista ha messo le radici, anche se in maniera ancora irriflessa e disorganizzata.
Certamente le responsabilità del boom di Alba Dorata non possono essere individuate solo nell’euro e nelle politiche di austerità, ma anche in una corruzione diffusa e radicata da molti anni tra la classe dirigente della Grecia. Ma i bardi delle ricette economiche made in Francoforte non ci vengono a dire che sono alieni da qualsiasi responsabilità riguardo al diffondersi di un così grande consenso verso una formazione politica che rappresenta ideologicamente tutto ciò che l’Unione Europea non avrebbe dovuto idealmente essere.

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