Primarie Pd: sfida a distanza tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. I discorsi a Genova e Forlì

I due possibili futuri protagonisti del Partito Democratico si confrontano con gli elettori.

Matteo Renzi sarà il sicuro protagonista delle prossime Primarie Pd, ma non è da escludere che il suo competitor non sia proprio l’attuale primo ministro: Enrico Letta. E tra i due oggi sta andando in scena un vero e proprio duello a distanza. Il sindaco di Firenze sta parlando a Forlì (nella prima tappa del suo tour per l’Emilia Romagna), mentre Letta sta parlando alla Festa Democratica Nazionale in corso a Genova.

Il discorso di Enrico Letta a Genova

“Quando discutiamo insieme nelle nostre Feste, vorrei che si partisse sempre da un’idea di fondo: questo è un governo per il quale sto dando tutto, la salute, il sangue, tutto. Ma non è il governo per cui ho fatto la campagna elettorale. La prossima campagna elettorale io la farò per un governo di centrosinistra”.

E ci mancherebbe altro verrebbe da dire. Poi Enrico Letta parla un po’ di quanto fatto con questo governo:

“L’Imu è una tassa iniqua e non progressiva, la Service Tax sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari. Risponderà a esigenze di equità e progressività. L’Iva? Farò di tutto per evitare l’aumento”.

Qualche parola anche sui sindacati:

“Con Camusso Bonanni e Angeletti ragionamento di prospettiva. Legge di stabilità sia scritta con un accordo su più salari e più competitività, rilanciando industria, economia e lavoro. Non voglio che la crescita sia senza lavoro, non bisogna più perdere posti di lavoro”

Inevitabile parlare di Berlusconi:

“Non credo ci siano molti margini sulla vicenda Berlusconi. La separazione tra la vita del governo e queste vicende è indispensabile. Se si votasse oggi con il Porcellum e il tripolarismo non avremmo nuovamente una maggioranza”

Per poi tornare a parlare del governo e delle difficoltà che potrebbe attraversare proprio a causa delle difficoltà del Cavaliere:

“La durata del governo? Avevo già detto che non dovevo rispondere a questa questione, e che non mi davo scadenze, non che pensavo ad un governo di legislatura. Poi voi giornalisti fate passi avanti. Se non si può andare avanti e realizzare gli obbiettivi del governo, si va a casa, ma non senza aver cambiato la legge elettorale, altrimenti il paese sarebbe ingovernabile”.

C’è un tema che però è molto caro alla platea. Ed è quello del Congresso e conseguenti Primarie:

“Nel congresso discuteremo e ci confronteremo, ma alla fine siamo tutti democratici, tutti uniti insieme per lo stesso obiettivo. Con ragionamenti che ci portano al passato la gente ci inseguirebbe con il forcone. Concentriamoci sul progetto per l’Italia più che sulle regole. Evitiamo che il paese intero ci compatisca, la cosa più stupida che il partito potrebbe fare. Il segretario eletto si impegni a fare il segretario, compito molto significativo di per sé.

Il che significa che il premier è favorevole alla distizione dei ruoli tra premier e segretario. Cosa che, ma si capirà davvero solo in base alle regole e alla durata del governo, lo taglierebbe fuori dalla corsa delle primarie.

Il discorso di Matteo Renzi a Forlì

Nel frattempo ha iniziato a parlare anche Matteo Renzi alla Festa del Pd a Borgo Sisa, in provincia di Forlì:

“Quest’estate i giornali erano pieni di questioni tecniche per gli avvocati, dall’indulto alla buona condotta, dalla Cassazione alla legge Severino. Poi con i falchi, le colombe e la pitonessa i giornali erano anche per gli appassionati di animali. Basta con questo gorillaio, gli italiani meritano di più del referendum su Silvio Berlusconi che va avanti da vent’anni. Bisogna voltare pagina. O tutti insieme ci diamo una mossa e proviamo a cambiare Pd e l’Europa o non andiamo da nessuna parte”.

Nememeno il sindaco evita l’argomento Berlusconi:

“Per archiviare la domanda sul futuro di Berlusconi c’è un solo modo: smettere di parlarne. In qualsiasi paese civile un leader condannato, specialmente per evasione fiscale, va a casa lui, non c’è bisogno della decadenza. Non dobbiamo avere la spocchia di giudicare chi ha votato Berlusconi, è il centrodestra che deve rispondere alla domanda se hanno mantenuto le promesse o no. L’unica promessa mantenuta, quella dell’abolizione dell’Imu, gliel’abbiamo fatta mantenere noi”

L’argomento “durata del governo” è trattato anche da Renzi:

“Tutti si chiedono quanto dura il Governo. Ma il problema non è quanto dura, ma cosa fa. Noi siamo con il Governo se fa le cose, non tifiamo contro”.

Con un italiano un po’incespicante, Renzi spiega anche la prima cosa da fare nel caso diventasse segretario:

“Se divento segretario la prima cosa che rottamiamo sono le correnti”