Aiutarono i detenuti a evadere: arrestati 5 agenti di polizia penitenziaria

È successo nei carcere dei Miogni di Varese

di guido

Cinque agenti di polizia penitenziaria di stanza al carcere dei Miogni di Varese sono stati arrestati questa mattina all’alba con l’accusa di favoreggiamento, in cambio di soldi e favori, in relazione alla rocambolesca fuga di tre detenuti avvenuta nel febbraio 2013. Victor Sorin Miclea, Daniel Parpalia, Marius Geroge Bunoro, erano tre detenuti romeni sotto processo per furto aggravato, condividevano la stessa cella ed erano fuggiti dopo aver segato le sbarre di un bagno adiacente la stanza.

La fuga, che nella migliore tradizione delle evasioni aveva compreso anche le classiche lenzuola annodate per raggiungere il cortile, era stata interrotta dopo 72 ore di latitanza, quando i tre erano stati nuovamente assicurati alla giustizia. Sin dai giorni immediatamente successivi alla fuga, c’era però negli inquirenti la convinzione che i tre non potessero aver fatto tutto da soli. Nelle ultime settimane, le indagini si erano intensificate con ripetute visite al carcere da parte deglo inquirenti.

Le indagini coordinate dal pubblico ministero Annalisa Palomba, hanno ora confermato quei sospetti. Stando alle prime informazioni nel carcere sarebbero entrati una lima, usata per segare le sbarre, e un cellulare portato da una delle compagne dei tre evasi. Tutto questo con la complicità di cinque agenti di polizia penitenziaria, alcuni dei quali in servizio anche a Bollate.

Sono ora in corso anche 9 perquisizioni nei confronti di altrettanti agenti di Polizia Penitenziaria per la procurata evasione. Alcuni degli arresti è avvenuta all’interno del carcere: alcuni degli agenti erano infatti stati messi in servizio notturno per agevolarne la cattura.

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