La legge elettorale del Movimento 5 Stelle

Proporzionale, soglia di sbarramento all’1 o 2% e nessuna possibilità di coalizzarsi e indicare il candidato premier sulla scheda. Ecco la proposta M5S.

Il Movimento 5 Stelle è prontissimo ad andare a votare anche subito e senza sentire il bisogno, prima, di cambiare il Porcellum. Ma nel caso non si torni alle urne, il partito di Beppe Grillo continua a lavorare per trovare un’alternativa all’attuale legge elettorale.

Si tratta di un proporzionale con qualche correttivo maggioritario (ma poca cosa), con preferenze, uno sbarramento bassissimo (1 o 2%) e nessuna possibilità di coalizzarsi. Sembra un ritorno alla Prima Repubblica, insomma, soprattutto perché non si potrebbe nemmeno indicare il nome del candidato premier sulla scheda e in questo modo le alleanza governative verrebbero decise solo in un secondo momento, in aula. Così a naso sembra un particolare che agli italiani, ormai abituati a votare direttamente per il candidato premier, potrebbe non piacere più di tanto.

Il testo, a cui i parlamentari pentastellati hanno lavorato per tutta l’estate, deve ancora terminare il suo iter prima di sbarcare in aula, visto che necessita di essere approvato prima dall’assemblea plenaria e poi sottoposto al giudizio della rete. Gli aspetti più tecnici li spiega all’HuffPost il deputato M5S che ha coordinato il lavoro, Danilo Toninelli: “Il testo base prevede un proporzionale con circoscrizioni elettorali molto piccole, delle dimensioni, per capirci, delle attuali Province, nell’ambito delle quali attribuire i seggi. Per il Senato stiamo studiando qualche correttivo, ma sono questioni tecniche in via di risoluzione”.

Un proporzionale secco, in cui il correttivo maggioritario si introdurrebbe da solo: “Sarebbe insito nella legge, perché in collegi dove vengono eletti quattro o cinque deputati è automatico che vengano conquistati unicamente dai due o tre partiti dalle percentuali più alte”. Il punto è proprio cercare di far salire a tre – invece che due – i partiti che godrebbero dei vantaggi dell’eventuale futura legge. Evitando così di subire una proposta Pd-Pdl che potrebbe avere come cardine il ritorno al bipolarismo scomparso.

Ma una soglia di sbarramento così bassa non rischia di ricreare quella situazione in cui partiti microscopici, diventando alleati di governo, si trovavano di fatto con in mano le redini del paese? “La piccola soglia minima che fisseremo, all’1 o al 2%, mira a ridurre il più possibile la frammentazione dei partiti. Anche se, con i collegi così piccoli, i partiti minori come Sel e Lega saranno costretti ad una vera e propria fusione con i possibili alleati, perché non sarà consentito coalizzarsi, sulla scheda non ci potranno essere simboli fra loro collegati”.