Movimento 5 Stelle: il senatore Molinari contro Beppe Grillo

Al centro della questione ancora il Porcellum. Il parlamentare accusa di incoerenza e tatticismo chi oggi scopre che questa legge è funzionale al M5S e vorrebbe tornare al voto senza cambiarla.

Nel Movimento 5 Stelle si sta riaprendo la questione dissidenti vs talebani. E questa volta al centro dello scontro c’è il Porcellum, la legge elettorale un tempo vituperata e oggi vista come minore dei mali. Il punto è che una parte non indifferente del M5S non ne vuole sapere di tornare alle urne senza prima aver portato a casa la riforma della legge elettorale.

Contro questi parlamentari pentastellati si è scagliato Beppe Grillo, che ha fatto sapere che si può benissimo pensare di andare alle elezioni anticipate con questa legge elettorale, che – sia detto tra parentesi – al momento non è per niente ostile al Movimento 5 Stelle. Una logica tutta politica?

La pensa così il senatore M5S Francesco Molinari, che accusa apertamente Grillo e i suoi fedelissimi di “incoerenza” in una lunga nota su Facebook, di cui riportiamo i passaggi essenziali:

Pensare che questa legge infame – come chi l’ha creata e proposta – possa essere funzionale al nostro MoVimento, da quale sia il punto che la si voglia guardare, è frutto proprio di quella politica che combattiamo, perciò, rappresenta un errore ; o esser stati questi mesi in quelle Aule ha cominciato a modificare geneticamente qualcuno tra NOI che ora usa la TATTICA politica tanto cara a D’Alema, invece che parole di verità ?

Questa è forse l’accusa più pesante: l’odiato Porcellum si è scoperto essere funzionale al M5S, e di colpo non è più malvisto. Una logica degna di D’Alema, afferma tagliente Molinari. Che poi continua:

Costituisce un suicidio politico pensare che quella legge che abbiamo fortemente osteggiato possa concretamente favorirci, per due motivi : il primo è che, essendo fonte di instabilità, essa stessa provoca quei guasti di sistema che sono sotto gli occhi di tutti noi ; il secondo è che paradossalmente seguiremo, continuando – appunto – ad accettare di partecipare con queste regole, la stessa logica di chi la mantiene perché funzionale al sistema partitico dei nominati (eterno promettente del suo superamento).

Molinari cita poi direttamente Grillo, che nel suo post aveva parlato dell’inutilità di stare in questo Parlamento, per concludere:

Sono vuoti tatticismi che noi combattiamo e che non fanno parte del nostro background : il MoVimento DEVE indicare e spingere la SUA legge di riforma elettorale per l’immagine di linearità che difende di fronte ad un popolo sempre più consapevole. La nostra politica ci conduce a trovare nella consapevolezza del nostro popolo la chiave del nostro futuro e definitivo successo e non in false scorciatoie verso l’obiettivo finale, che rischiano – al contrario – solo di allungare il nostro percorso.

Ed è evidente che se non si vuole tornare alle urne con il Porcellum e che se il Movimento 5 Stelle vuole avere voce in capitolo nella scrittura di una nuova legge elettorale, la strada da seguire non può che essere quella del dialogo con le altre forze politiche.