Chi sono i senatori Pdl che potrebbero tradire Berlusconi?

Al primo mandato ed eletti nelle liste del sud. Le smentite di rito sono già partite, ma nel Popolo delle Libertà il livello di allerta è al massimo.

Già durante il vertice di Arcore di sabato il capogruppo Pdl al Senato, Renato Schifani, aveva spiegato di non essere così sicuro di poter tenere a bada tutti i suoi, specificando anche come fossero soprattutto gli eletti al primo mandato a essere a rischio. Senatori quindi allergici a una crisi di governo che catapulterebbe il Pdl/Forza Italia in una nuova campagna elettorale in cui loro non avrebbero nessuna certezza di rielezione.

Ma chi sono questi possibili “traditori” pronti a sostenere un governo Letta bis? Nomi Schifani non ne ha fatti, anche se ha tracciato il loro identikit: primo mandato, qualche eletto a sorpresa per riempire le liste dopo il caso Cosentino e in buona parte di provenienza dal sud Italia. Ed ecco che una prima lista di nomi inizia a spuntare, divisa tra Pdl e Gal (Grandi autonomie e libertà), gruppo satellite del Popolo delle Libertà: Giovanni Billardi (senatore calabrese che spesso ha parlato della necessità di tenere in piedi il governo), Pietro Iurlaro, Pippo Pagano, Salvatore Torrisi, Francesco Scoma, Antonio Milo, Vincenzo D’Anna, Pietro Langella, Ciro Falanga o Giuseppe Ruvolo.

Le smentite di rito sono già partite (“La notizia riportata da alcuni organi di stampa in merito alla nostra fantomatica presenza in un drappello di senatori del Pdl, pronti a sostenere un Letta bis anche senza Berlusconi, non risponde al vero”), ma è chiaro che nel momento in cui si decidesse di andare alla crisi di governo un tentativo di mettere in piedi un governo alternativo ci sarà, guidato dal il Partito Democratico con il sostegno di Napolitano.

E proprio il ruolo del presidente della Repubblica è quello che maggiormente preoccupa Silvio Berlusconi: nel momento in cui partirà la “moral suasion” del Capo dello Stato per tenere in vita le larghe intese (per il bene del paese, agitando magari un rischio spread che ricomincia a palesarsi e invocando l’unità nazionale), i “traditori” del Pdl avranno dalla loro una copertura necessaria per provare a staccarsi dal partito e diventare l’ancora di salvezza di Enrico Letta.

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