Ore 12 – Chi è il “nemico” del Pd? Di Pietro o Berlusconi?

Di Pietro è quello lì. Tutto d’un pezzo. Nel bene e nel male, un “poliziotto”: mano nelle manette. Forse sbaglia e prepara un governo dei pm, come ammonisce Cossiga? O forse c’azzecca, e evita una Italia sotto il tacco rialzato di “Al Tappone”? L’impressione è che così facendo si rischia di far sfogare un po’

Di Pietro è quello lì. Tutto d’un pezzo. Nel bene e nel male, un “poliziotto”: mano nelle manette. Forse sbaglia e prepara un governo dei pm, come ammonisce Cossiga? O forse c’azzecca, e evita una Italia sotto il tacco rialzato di “Al Tappone”?

L’impressione è che così facendo si rischia di far sfogare un po’ di gente in piazza e portare ancora più voti nel carniere del Centrodestra. Ammoniva il vecchio Nenni a non cadere nella trappola: “Piazze piene, urne vuote”.

Quindi Di Pietro ve lo tenete (e ce lo teniamo) cos’ì com’è. Ma l’ala scoperta, la corda lunga gliela ha lasciata Veltroni, illuso di poter dialogare alla pari con il leader del Pdl. E’ il Pd, con la sua assenza politica di fronte al ritorno del “caimano”, ad aver liberato, se non altro per calcoli elettoralistici, l’istinto “giustizialista” dell’ex pm. La (tardiva e ambigua) correzione di linea di Veltroni non servirà a niente: Tonino ha caricato la molla del suo “giocattolo” e non può più fermarlo, ormai.

E’ vero: di fronte agli strappi del Cavaliere nel paese cresce una certa indignazione morale. Che però non sempre aiuta la “qualità” politica dell’opposizione, la sua strategia e la sua tattica. Ma c’è una maggioranza, per niente silenziosa, che spinge Berlusconi per la sua strada, imponendo norme ritenute indispensabili per rinnovare l’Italia.

Quindi, mentre le famiglie non ce la fanno più a chiudere il mese, la politica va verso lo scontro aperto, in barba agli appelli del capo dello Stato.

Intanto il Partito democratico, non bastassero i guai che ha, si divide sul nuovo tormentone: “chi è il nostro vero problema, Tonino o il Premier?”. Mezzo punto, l’Idv l’ha già guadagnato. Per portare a casa l’altro mezzo, dovrà accusare il Pd di essere la ruota di scorta di Berlusconi. Il Pd fa tutto da solo: e di punti, stando ai sondaggi, ne ha già persi almeno quattro.

Di Pietro prende carta e penna: “Carissimo Walter, l’8 luglio devi scendere in piazza con noi”. Taca banda!