India: 15enne resiste allo stupro e viene bruciata viva

Ragazza di 15 anni di un villaggio indiano resiste alla violenza sessuale e allora viene bruciata viva da sei uomini.

Lotta con tutte le sue forze per difendersi da una banda che aveva deciso di violentarla, ma non può nulla quando i sei, per vendetta, la bruciano viva. La vittima è una 15enne indiana, deceduta dopo giorni di agonia all’ospedale. La sua via crucis personale era iniziata lo scorso 16 novembre: la giovane esce di casa nel villaggio di Shahjahanpur, nello stato di Uttar Pradesh, nel nord dell’India.

Viene subito accerchiata da sei uomini che vogliono stuprarla e iniziarlo a palpeggiarla. Trascinata in un angolo, la 15enne riesce comunque a difendersi e questo scatena la furia omicida del branco. Viene cosparsa di cherosene e poi i delinquenti le danno fuoco. Agonizzante, la ragazza indiana ha cercato di resistere anche alla morte, per diversi giorni, prima di morire per le ferite riportate.

La polizia ha arrestato quattro uomini, continua la caccia agli ultimi due membri del commando. Secondo il sovrintendente locale, Rk Saku, gli aggressori conoscevano la vittima e facevano tutti parte dello stesso villaggio, che si trova a 277 chilometri a sudest della capitale New Delhi. E’ l’ennesimo caso di violenza e omicidio ai danni di una donna, in India.

I colpevoli che sfuggono

Purtroppo, sono molti i casi in cui gli aguzzini la fanno franca. Oppure gli episodi che in qualche modo vengono insabbiati. Secondo il Central Bureau Investigation, per esempio, le due cugine di 14 e 15 anni che erano state violentate e poi impiccate a un albero, si sarebbero in realtà tolte la vita e non sarebbero neanche state stuprate. Kanchan Prasad, portavoce del Cbi, ha detto: “Sulla base di 40 relazioni scientifiche, abbiamo concluso che le due minorenni non sono state violentate e uccise, Si tratta di un caso di suicidio”.

I dubbi restano. Per la vicenda, erano stati arrestati tre uomini, di nuovo liberi su cauzione lo scorso settembre. Perché le due cugine si sarebbero uccise? Tornando indietro nel tempo, c’è il caso della studentessa di 23 anni violentata e uccisa da cinque uomini a Munirka, quartiere di Delhi sud. Era l’inverno del 2012. Le donne sono scese in piazza diverse volte da questo episodio con risultati a dire il vero modesti. E non certo per colpa loro.

La polizia della capitale ha consegnato all’Alta Corte un rapporto con le statistiche relative ai casi di stupro denunciati alle autorità nei primi dieci mesi del 2014: siamo a 1.704 violenze sessuali. In 215 casi l’aggressore è stato individuato in un uomo della famiglia della vittima (43 volte il padre, 27 il fratello, 23 il padre adottivo). In 642 casi, la donna conosceva il suo aguzzino. Se non altro, emerge che ora le donne non hanno più paura di denunciare. Che poi i colpevoli vengano individuati e condannati, però, è un’altra questione.